Un nuovo font per la letto-scrittura a favore dei disturbi specifici di apprendimento


Annunci

Introdurre l’analisi del comportamento applicata in classe: un workshop per gli insegnanti prescolari e la scuola elementare e assistenti all’educazione


Abstract:

With the number of children diagnosed with autism increasing, teachers and paraprofessional aides are experiencing high numbers of students diagnosed with autism spectrum disorder in the mainstream classrooms. Although teachers and aides may have some background knowledge in behaviorism, techniques such as applied behavior analysis may not have been included in their educational backgrounds. Applied behavior analysis (ABA) is a system of tools and methods designed to assist teachers in working with children diagnosed with autism. Applied behavior analysis strategies promote higher incidences of appropriate social, behavioral, on task and language functioning for children with autism. Providing teachers and aides with training methods and strategies of ABA to utilize within the classroom for their students diagnosed with autism spectrum disorder was the main goal of this project. Sources of Data The researcher developed a three-part workshop series that presented teachers and aides with information on autism spectrum disorder, behaviors associated with the disorder, award systems, and reinforcement and incorporation methods. The researcher also developed a supplemental manual with all information provided in the workshop series to serve as a future resource. Participants were provided with a packet that contained all power point presentations, handouts and activities, as well as a manual. The researcher also developed an activity in the first and last workshops to assess the participants’ present and past knowledge of autism spectrum disorder, behaviors associated and present therapeutic options. At the end of the workshop presentations, participants completed a brief evaluation rating their experience in the workshop. Conclusions Reached Analysis of the data from group activity from presentations one and three showed that 33 out of the 35 participants increased their knowledge of terms and phrases related to autism spectrum disorders’ 29 out of the 35 participants increased their terms and phrases for behaviors associated with autism and 31 out of 35 participants increased their terms and phrases for therapeutic options. Results from the evaluation survey indicated that the overall experience of the workshop presentation was valued and enjoyable. Participants indicated that they gained a significant amount of knowledge and would be able to implement this knowledge into their classrooms appropriately. Participants also indicated on the future suggestions and comments option that they would like to see more professional guest speakers in the presentations. Future recommendations would suggest having follow-up workshop trainings with the teachers and aides to see if the ABA behavior management systems have been incorporated effectively in the classroom.

tratto da http://csus-dspace.calstate.edu/handle/10211.9/1846

abstract:

Formare gli insegnanti per implementare questi metodi in aula è necessario per vedere il cambiamento e l’efficacia in classe .
La formazione degli insegnanti che lavorano con bambini autistici è necessaria al fine di promuovere e favorire il successo formativo degli studenti .
Gli insegnanti e gli educatori specializzati devono inoltre essere informati delle caratteristiche associate con disturbo dello spettro autistico . In particolare , i nuovi insegnanti che sono responsabili per gli studenti con autismo nelle loro classi possono sentirsi sopraffatti , a volte.
Al di là della formazione , insegnanti e paraprofessionali dovrebbero avere un sistema di supporto per
incoraggiarli nella comprensione e l’utilizzo di materiali e strumenti per lavorare con i bambini
con disturbo dello spettro autistico . Gli insegnanti che sono affiancati da facilitatori apprendono le  nuove tecniche e applicano le nuove conoscenze  più
rapidamente ( Boyer & Lee , 2001) . Facilitatori adeguatamente addestrati possono contribuire a incoraggiare gli insegnanti
e aumentare la loro fiducia per implementare nuove conoscenze e i materiali nelle loro aule .

tratto da http://csus-dspace.calstate.edu/bitstream/handle/10211.9/1846/Final%20project.pdf?sequence=2

Scuola e Alunno con Autismo « Edscuola Press


Scuola e Alunno con Autismo « Edscuola Press.

Riassunto delle regole generali

1. Discutere, Preparare, Condividere e Seguire un Progetto
-Strutturare l’ambiente
-Strutturare gli avvenimenti, modalità e tempi e i singoli esercizi
-Informare su ruoli e attività, le altre persone o bambini coinvolti
-Proporre con gradualità e strategie
2. Tranquillità, Disponibilità, Comprensione, Calma e Buon umore,
Lasciare i problemi a casa
3. Preparare e Predisporre gli strumenti; eventualmente coinvolgere il bambino nella preparazione e nel riordino
4. Non consentire tempi morti ma piuttosto strutturare le attese in maniera adeguata alla tolleranza del bambino, insegnando ad attendere, o a rispettare il proprio turno
5. Anticipare ciò che succederà e quanto si richiede
6. Cercare e ottenere lo Sguardo e l’attenzione; prolungare lo sguardo reciproco a 3 – 5 secondi
7. Perseguire: Adeguatezza, Precisione, Competenza, Durata e Coinvolgimento (motivazione)
8. Richiedere cose secondo obiettivi pre-definiti. Non produrre richieste esorbitanti le capacità e se irrosolte occorre semplificare
9. Formulare le richieste in maniera chiara, semplice, pacata, a tono di voce moderato. Verbalizzare sempre in modo da far comprendere ciò che si richiede e si compie
10. Pretendere, invogliare, attendere la risposta o l’esecuzione della consegna per tempi adeguati e poi completare
11. Individuare, visualizzare, definire inizio e fine degli esercizi da compiere
12. Facilitare i compiti. Avviarli e lasciarli compiere nella maggiore autonomia possibile
13. Introdurre nel rapporto uno a uno, il ruolo del compagno, sfruttando l’imitazione, la turnazione, lo scambio. Introdurre progressivamente il rapporto con il gruppo.
14. Fare in modo che ogni attività divenga un successo, un piacere
16. Ridurre progressivamente suggerimenti o premi
17. Favorire e premiare l’attenzione prestata a ciò che succede nell’ambiente, anche incidentalmente, al di fuori del compito.
Favorire e premiare qualsiasi richiesta (ad eccezione di premi organizzati secondo
gettoni premio) se formulata correttamente anche extra-situazione.
Favorire la spontaneità
19. Non creare esclusione dalle attività o rallentamento nell’esecuzione di richieste
Lateralizzare (favorire l’uso della sola mano destra – o sinistra, se mancino -) nelle
attività di rito
Seguire l’ordine di scrittura (da sinistra a destra; dall’alto al basso) nelle attività
grafiche e di lettura o interpretazione di immagini
22. Strutturare ma non ritualizzare. Proporre le attività della giornata o prodursi in
proposte alternative secondo strategie opportune
23. Premiare sempre i comportamenti corretti. Non considerarli mai ovvi e scontati.
24. EVENTUALI STEREOTIPIE non debbono significare interruzione di un programma
ma andranno trascurate o interrotte adeguatamente (per la loro gestione è opportune
rivolgersi ad esperti).
25. MAI REAGIRE IN MANIERA PUNITIVA AI COMPORTAMENTI PROBLEMA, NE’ MAI RINFORZARLI CON INTERVENTI ECLATANTI, nemmeno inavvertitamente, né renderli comunicazione fruibile o motivo di concessione di richieste (chi controlla chi?). Si agirà secondo le strategie comportamentali dettate dagli esperti
26. Riferire sull’andamento e confrontarsi
27. Essere pronti a ricominciare d’accapo ogni volta lo si renda necessario
28. Ricordare che la flessibilità del bambino va costruita attraverso la flessibilità degli
interventi. Essere coerenti con quanto proposto non significa non poter progettare diversificazione.

Scuole ABA


Aba Schools.    abaschoolsuk

ABA scuole del Regno Unitorappresenta un gruppo di enti di beneficenza registrati nel Regno Unito ruotanti attorno a scuole diurne indipendenti che forniscono formazione specialistica per i bambini con disturbi dello spettro autistico e disturbi della comunicazione correlati. Tra noi abbiamo attualmente 99 alunni di età compresa tra i 5 – 19 anni.

Nelle nostre scuole ABA applichiamo i principi scientifici dell’ Analisi Comportamentale Applicata per fornire il curriculum nazionale, insegnare la comunicazione funzionale e abilità di vita e per aiutare i nostri studenti a raggiungere il massimo potenziale.

Le scuole sono state fondate separatamente da gruppi di genitori di bambini con autismo e lavorano in stretta collaborazione. Ognuna di esse fornisce un’offerta formativa specialistica, che permette ai bambini con autismo di condurre una vita gratificante e appagante. Gli studenti beneficiano di singoli programmi di apprendimento e di insegnamento 1:1 in modo che ogni bambino possa progredire a un ritmo suo proprio e lavorare verso il raggiungimento del massimo potenziale.

Progetto AuReA – Autismo Una Rete di Aiuti


Progetto AuReA – Autismo Una Rete di Aiuti.

Il progetto AuReA (acronimo di Autismo una Rete di Aiuti) è un progetto che nasce per dare supporto ai bambini autistici e ai loro genitori basandosi sull’approccio ABA (Applied Behaviour Analysis).

La filosofia su cui poggia questo progetto è di condivisione.
Condividere per poter supportare i genitori dei bambini autistici e per dare delle possibilità a chi crede di non averne piu’.
L’area degli esercizi, disponibile gratuitamente a tutti, offre un valido supporto strumentale e metodologico.

Il progetto AUREA nasce dalla volontà e dall’unione di diversi soggetti:
AREA G.C.A Onlus. Associazione di genitori con figli affetti da patologia autistica
– La Dr.ssa Adriana Pippione. Psicologa e Supervisor Programmi Educativi ABA/VB
PCM srl

Il progetto consiste in un percorso formativo che vuole promuovere la conoscenza e l’utilizzo di esercizi educativi specifici basati sull’approccio ABA mirati ad aiutare quelle famiglie di soggetti autistici che non hanno accesso ad un intervento/percorso con l’aiuto di un professionista ABA.
L’obiettivo generale del progetto è quindi incoraggiare il modello di intervento ABA per il trattamento dell’autismo.

Una maestra di sostegno…una mamma.


Pubblico per gentile concessione dell’autrice, una testimonianza di Mariangela T. fatta su facebook

Sono una mamma e una maestra di scuola primaria, quest’ anno nomitata sul sostegno di una bimba grave, gravissima e …bellissima. Non posso non raccontarvi questa storia perchè sto così male che se non la condividessi esploderei. Bene: appena arrivo in classe la maestra prevalente mi avverte ” stai attenta alla madre che cercherà in tutti i modi di tirarti dentro alla sua sofferenza e poi è un po’ fissata con il fatto che la figlia può far tutto, capisce tutto ecc” …sto zitta. Mi dice che dobbiamo andare a visitare un posto con la classe e che la mamma si è ‘ fissata’ col fatto che debba andarci anche la figlia…sto zitta e intanto incrocio gli occhi della bimba che sono quelli della mia Sofia e dentro di me le parlo e le dico ” stai tranquilla ti ci porto io” ..lei sorride è bellissima…nessuna maestra però che ormai è con lei da tre anni mi dice quali siano le sue competenze o no, la diagnosi funzionale è troppo generica. Usciamo e inizia la visita guidata. la bimba con la sedia a rotelle cerca di spingersi avanti per guardare i quadri, le tele , i dipinti ma la maestra di classe mi dice di tirarla indietro perchè leva il posto e la visuale a chi capisce. Resisto e faccio come se anon avessi sentito , la porto ovunque e le parlo e le spiego…la maestra mi guarda di sbieco. Torniamo in classe e mentre tutto il gruppo classe relaziona sull’ uscita lei non ha un compito, un libro, niente…e io sono al mio primo giorno e non ho preparato niente. Poco male mi organizzo, la coinvolgo e chiedo alla sua compagna di banco, una bimba carinissima, di farci sbirciare sul libro lei ci prova ma poi dice che non ha tempo deve lavorare con gli altri. Merenda : da sola e gli altri in gruppo. cambio pannetto da panico: i bidelli fanno a gara per non venire…cazzo ti cambio io amore, è un’ ora che sei con la cacca. parlo con la maestra dell’ anno scorso che mi scarica addosso una serie di cattiverie sulla madre sulla famiglia e sul fatto che non si può lavorare con un handicap così grave. le chiedo se ha mai usato la CAA o la tecnologia e mi dice che loro del sostegno vengono da una laurea in sciene della formazione e che hanno sostenuto solo quattro esami troppo generici per poter sapere tutto…..RESISTO ANCORA. intanto sono completamente innamorata della mia bimba…in lei c’ è Sofia, la sofferenza della madre è la mia …….Le risposte le ho da lei. uno scricciolo accartocciato su se stesso che indica in modo corretto tutti i colori, le forme, le lettere, i numeri, che risponde esattamente a tutte le mie domande con grugniti che capisco e interpreto bene. Le ho dato mille baci e lei mi ha fatto mille carezze. alla fine della giornata saluto e la maestra di classe mi dice” comunque sei molto portata ne avevamo bisogno” ! Mi giro e sulla porta dico ” corro a casa c’ è mia figlia completamente disabile che mi aspetta. GELO TOTALE.
Oggi sono arrivata con il mio Ipad e con l’ aria di quella incazzata loro, le maestre hanno cercato di recuperare ma io ho detto: Sentite, io non sono la maestra di questa bimba, io sono una maestra di classe a supporto della classe , la bimba è di tutti di tutta la classe quindi o si programma insieme o sono cazzi. Se vedeste quello che vedo io in lei, se vedeste dentro questo corpo che non risponde una bimba come le altre desiderosa di scoprire di sapere di giocare di interagire allora questa classe sarebbe migliore, voi sareste delle persone migliori e il mondo sarebbe una favola. La mia bimba si è divertita un mondo con le applicazioni app…..tutti i bimbi erano dietro di lei a cercare di capire cosa stesse usando…..ho fatto un piccolo gruppo ricreativo e furori dal suo banco ha potuto far merenda con altri bimbi……le ho portato un libro di favole e le ho detto in un’orecchio di leggerlo quando non ci sono così non si sente sola. Ha diciotto ore e quando è senza di me…..è sola a guardare il nulla.
Ora sono a casa e guardo Sofia…e spero e prego che lei possa sopravvivere alle cattiverie e all’ignoranza della gente.

Studenti con bisogni educativi speciali


Studenti con bisogni educativi speciali.

Pagina dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia dedicata agli studenti con bisogni educativi speciali. Purtroppo si nota come ancora, anche se è già qualcosa, la scuola abbia dedicato attenzione agli alunni con dislessia, ma per quanto riguarda le altre disabilità vi sia un ritardo notevole, anche il link sulla disabilità ed integrazione porta ad una pagina vuota, non si pubblicano neanche gli intenti. Speriamo che quanto prima vi sia un percorso di formazione ed informazione, quanto meno, per quanto riguarda il ritardo mentale ed i disturbi dello spettro autistico.  Un percorso che coinvolga tutti gli attori dell’istruzione e non riguardi esclusivamente gli insegnanti di sostegno. Purtroppo non si può fare a meno di segnalare che la legge 104/92 per quanto riguarda l’integrazione scolastica abbia avuto poca efficacia e sia stata male interpretata, trasformando in effetti le classi ordinarie in un nuovo tipo di classi speciali, che con la riforma del ’75 erano state superate, a causa del fatto che l’alunno disabile rimane ad esclusivo compito dell’insegnante di sostegno e non del corpo docente, che non avendo la specializzazione pensa di non doversene occupare.