Video Modeling


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 Video Modeling è un metodo di insegnamento utilizzato per promuovere comportamenti e interazioni desiderate. Usando questo approccio, lo studente osserva un video di un pari, adulto, o se stesso impegnarsi in un comportamento mirato. Modellazione del video è anche molto utile quando lo studente ha imparato le competenze individuali, ma non sa come combinarli. Per esempio, un bambino può conoscere i singoli passi necessari per mettere il cappotto, ma non sa come combinarli per eseguire questa operazione. Il Video Modeling può essere utilizzato in molti settori, come la capacità di auto-aiuto, capacità di comunicazione, comportamenti sociali, o comportamenti accademici.
Il concetto di base del Video Modeling è l’apprendimento attraverso l’osservazione. Uno dei suoi vantaggi è che uno studente può imparare senza essere all’interno di varie situazioni.

Esempi di modellazione video includono:
l’acquisto di oggetti in un negozio
Capacità di comunicazione (ad esempio, complimenti, saluto, o avviare discussioni)

Lavarsi le mani
Giocare con gli altri
Pranzare
Utilizzo di un forno a microonde
Seguire le indicazioni di un insegnante
Fare un panino

Passi

I passi seguenti sono utilizzati in sede di attuazione di modellazione il video:
1. Determinare il comportamento bersaglio
2. Decidere chi deve dimostrare il comportamento sul video – sé stessi, adulto, o pari
3. Impostare lo scenario per essere videoregistrati
4. Videoregistrare la scena
5. Dimostrare il video per lo studente e discutere il comportamento rappresentato
6. Incoraggiare lo studente a praticare il comportamento che vede sul videotape

ESEMPIO BREVE
Luca, uno studente di seconda media con autismo classico, utilizzava il bagno accompagnato solo da adulti. Il suo team educativo e genitori volevano Luca imparasse ad andare in modo indipendente in bagno a scuola o in una gita scolastica.
Mr. Johnson, il maestro, ha deciso di utilizzare il Video Modeling per insegnare a Luca come usare il bagno degli uomini e le regole non scritte che si applicano. Ha creato uno scenario su videocassetta sul fare e non fare i bisogni al bagno dei ragazzi, tra cui la scelta dell’ orinatoio corretto o doccia, le buone maniere durante l’utilizzo di un orinatoio, vampate di calore l’orinatoio, e lavarsi e asciugarsi le mani in modo appropriato. Ha reclutato coetanei che potevano dimostrare i comportamenti in base allo scenario e realizzato il video. Poi ha introdotto il video di Luca e successivamente riprodotto su una base quotidiana. Luca e Mr. Johnson si sono esercitati ad andare al bagno. Inoltre, una copia della videocassetta è stato mandato a casa, e il padre di Luca ha accettato di insegnare a Luca sulle buone maniere da bagno maschili nella loro comunità, come ad esempio al supermercato, centro commerciale, e la biblioteca della comunità.

CONSIGLI PER MODIFICA
Il video modeling può essere utilizzato con gli scritti sociali o Storie sociali per insegnare comportamenti sociali o situazioni. Può anche essere efficace per introdurre orari o attività quotidiane. PowerPoint è un altro utile strumento nel quale possono essere inclusi video e un copione scritto.
SINTESI
Il video modeling è una strategia visiva efficace per insegnare i comportamenti o le competenze per gli studenti con autismo. Coetanei, adulti, o gli studenti stessi possono servire come modelli presenti sul video. Questa strategia può essere applicata a vari comportamenti tra più impostazioni.

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PIVOTAL RESPONSE TRAINING – Come insegnare i comportamenti essenziali ai bambini autistici


PIVOTAL RESPONSE TRAINING

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Questo manuale è stato fatto  per essere applicato ad una vasta gamma di persone.

Gli esempi portati si concentrano sulle interazioni familiari tra individui con autismo ed i loro genitori ed  illustrano l’applicabilità da parte della comunità di queste procedure. La ricerca originale era stata comunque condotta con studenti universitari, logopedisti ed insegnanti che stavano lavorando con bimbi autistici non verbali e seriamente compromessi. La ricerca successiva è stata poi  condotta con bimbi più grandi ed adulti con handicap che erano sia verbali che non. Le procedure di trattamento variavano a seconda dei genitori, degli insegnanti, dei psicologi, dei pediatri e degli  operatori sociali.

Noi rivolgiamo pertanto l’uso di questo manuale a studenti, insegnanti, logopedisti, psicologi, ed altri che interagiscono o  con  soggetti autistici o con altri con handicap gravi, a tutte le età e livelli cognitivi.

I comportamenti target che si prevedeva di modificare nella ricerca condotta erano nell’ambito  comunicativo, il comportamento sociale e la risposta distruttiva.

Intervento comportamentale intensivo precoce: esiti per bambini con autismo e genitori dopo due anni


Studio europeo del 2008 sull’ABA, sugli effetti nei bambini e sui loro genitori.

 

Abstract

E’ stato identificato un gruppo d’intervento (n=23) di bambini in età prescolare con autismo sulla base della preferenza dei genitori per un intervento di tipo comportamentale intensivo precoce, mentre un gruppo di controllo (n=21) ha continuato ad essere sottoposto al consueto trattamento disponibilie. Una valutazione prospettica è stata effettuata prima dell’inizio del trattamento, dopo un anno e ancora 2 anni si sono osservate differenze significative a favore dell’intervento comportamentale intensivo nelle misurazioni di intelligenza, linguaggio, abilità di vita quotidiana, comportamento sociale positivo, oltre  a una differenza statistica nella misura delle migliori prestazioni. Misure del benessere dei genitori, raccolte negli stessi tre intervalli di tempo, non hanno evidenziato che l’intervento comportamentale fosse stato cusa di un’esacerbazione delle problematiche né per le madri né per i padri dei bambini in trattamento.

 

Questo studio è stato finanziato tramite una sovvenzione dell’Health Foundation”, Regno Unito (http://www.health.org.uk/). Gli autori sono molto grati per il generoso supporto al progetto. Un consorzio di 11 Autorità Educative Locali nel Sud dell’Inghilterra inclusi Southampton, Maidenhead e Windsor, Poole, Brighton e Hove, Wokingham, Wiltshire e Bournemouth, ha finanziato gli interventi dell’Università di Southampton per 13 bambini nel gruppo d’intervento. I restanti 10 bambini in quel gruppo sono stati seguiti da PEACH, the London Early Autism Program e dall’UK-Young Autism Programme. Gli autori ringraziano per il supportro collaborativo, sia finanziario sia pratico, tutti questi enti, senza i quali lo studio qui riportato non sarebbe stato possibile. Qualsiasi opinione qui espressa appartiene agli autori e non è necessariamente avallata dagli sponsor della ricerca o dai collaboratori. Francesca degli Espinosa ha avuto la funzione di supervisore senior ed Erik Jahr di consulente esterno per l’intervento dell’Università di Southampton. Gli autori ringraziano: Ruth Littleton, Sophie Orr e Penny Piggott che, con Paula Alsford e Monika Lemaic, hanno fatto da supervisori al team dell’Università di Southampton; Corinna Grindle che ha contribuito con le analisi d’affidabilità; e Catherine Carr, che ha offerto un favoloso supporto amministrativo e logistico al team.

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