Autismo e ABA: il divario fra Nord America e Europa


via Autism and ABA: The Gulf Between North America and Europe – Springer.

abstract:

Stime di prevalenza per il Disturbo dello spettro autistico sono aumentati nel corso degli ultimi anni con tassi ormai segnalati di 1:68 nuovi nati. Gli interventi che si basano su Applied Behaviour Analysis sono significativamente correlati a migliori risultati e sono ampiamente considerati trattamento usuale’ in Nord America. In Europa, questo non è il caso, invece un approccio piuttosto mal definito eclettico’ è ampiamente promosso e in questo documento si discute alcune delle radici di questo divario tra Europa e Nord America, e correggere alcune delle idee sbagliate che prevalgono sull’Analisi del Comportamento Applicata in Europa.

TAGTeach


via tagteach italia – TAGteach Italia.

Cos’è il TAGTeach?

Gli insegnanti o gli allenatori, per venire incontro alle esigenze di ciascun studente, possono attingere alla loro esperienza personale, competenza, abilità tecnica e ad un’ampia gamma di altri strumenti. IlTAGteach™ è un potente, innovativo strumento che fonda le sue radici nelle leggi dell’apprendimento, ed ha il suo punto di forza nel dividere in piccoli segmenti il processo d’insegnamento e nell’uso dello shaping (modellamento), attraverso l’uso del rinforzo positivo.

TAG è un’acronimo che sta per Teaching with Acoustical Guidance (Insegnamento audio assistito) e prevede l’uso di un segnale sonoro per indicare la risposta corretta.

TAG fa riferimento un suono distintivo emesso per segnalare o “taggare” il momento esatto. Questo suono diventa una sorta di di segnale acustico “binario”, che viene velocemente elaborato dal cervello. Un TAG significa “Sì”, la sua assenza significa “prova di nuovo”. L’allievo, non deve più concentrarsi su una estenuante analisi verbale (di quello che gli sta dicendo l’insegnante) mentre sta tentando movimenti particolarmente complicati. L’immediatezza e la chiarezza della risposta (TAG) consente all’allievo di formarsi un’esatta immagine mentale del movimento o della posizione che gli viene richiesta.

Introdurre l’analisi del comportamento applicata in classe: un workshop per gli insegnanti prescolari e la scuola elementare e assistenti all’educazione


Abstract:

With the number of children diagnosed with autism increasing, teachers and paraprofessional aides are experiencing high numbers of students diagnosed with autism spectrum disorder in the mainstream classrooms. Although teachers and aides may have some background knowledge in behaviorism, techniques such as applied behavior analysis may not have been included in their educational backgrounds. Applied behavior analysis (ABA) is a system of tools and methods designed to assist teachers in working with children diagnosed with autism. Applied behavior analysis strategies promote higher incidences of appropriate social, behavioral, on task and language functioning for children with autism. Providing teachers and aides with training methods and strategies of ABA to utilize within the classroom for their students diagnosed with autism spectrum disorder was the main goal of this project. Sources of Data The researcher developed a three-part workshop series that presented teachers and aides with information on autism spectrum disorder, behaviors associated with the disorder, award systems, and reinforcement and incorporation methods. The researcher also developed a supplemental manual with all information provided in the workshop series to serve as a future resource. Participants were provided with a packet that contained all power point presentations, handouts and activities, as well as a manual. The researcher also developed an activity in the first and last workshops to assess the participants’ present and past knowledge of autism spectrum disorder, behaviors associated and present therapeutic options. At the end of the workshop presentations, participants completed a brief evaluation rating their experience in the workshop. Conclusions Reached Analysis of the data from group activity from presentations one and three showed that 33 out of the 35 participants increased their knowledge of terms and phrases related to autism spectrum disorders’ 29 out of the 35 participants increased their terms and phrases for behaviors associated with autism and 31 out of 35 participants increased their terms and phrases for therapeutic options. Results from the evaluation survey indicated that the overall experience of the workshop presentation was valued and enjoyable. Participants indicated that they gained a significant amount of knowledge and would be able to implement this knowledge into their classrooms appropriately. Participants also indicated on the future suggestions and comments option that they would like to see more professional guest speakers in the presentations. Future recommendations would suggest having follow-up workshop trainings with the teachers and aides to see if the ABA behavior management systems have been incorporated effectively in the classroom.

tratto da http://csus-dspace.calstate.edu/handle/10211.9/1846

abstract:

Formare gli insegnanti per implementare questi metodi in aula è necessario per vedere il cambiamento e l’efficacia in classe .
La formazione degli insegnanti che lavorano con bambini autistici è necessaria al fine di promuovere e favorire il successo formativo degli studenti .
Gli insegnanti e gli educatori specializzati devono inoltre essere informati delle caratteristiche associate con disturbo dello spettro autistico . In particolare , i nuovi insegnanti che sono responsabili per gli studenti con autismo nelle loro classi possono sentirsi sopraffatti , a volte.
Al di là della formazione , insegnanti e paraprofessionali dovrebbero avere un sistema di supporto per
incoraggiarli nella comprensione e l’utilizzo di materiali e strumenti per lavorare con i bambini
con disturbo dello spettro autistico . Gli insegnanti che sono affiancati da facilitatori apprendono le  nuove tecniche e applicano le nuove conoscenze  più
rapidamente ( Boyer & Lee , 2001) . Facilitatori adeguatamente addestrati possono contribuire a incoraggiare gli insegnanti
e aumentare la loro fiducia per implementare nuove conoscenze e i materiali nelle loro aule .

tratto da http://csus-dspace.calstate.edu/bitstream/handle/10211.9/1846/Final%20project.pdf?sequence=2

La top ten dei motivi che i bambini con autismo meritano ABA


The Top 10 Reasons Children With Autism Deserve ABA.

Spesso noi che sosteniamo l’ analisi del comportamento applicata ( ABA ) per i bambini con disturbi dello spettro autistico , costruiamo le nostre argomentazioni sulla base delle evidenze scientifiche a sostegno di interventi efficaci. Per le persone formate nel campo della scienza , questo potrebbe rivelarsi un edificio convincente su cui costruire un argomento . Tuttavia , il pubblico che più ha bisogno di sentire questo argomento, cioè  i genitori dei bambini , soprattutto i bambini molto piccoli , con diagnosi di autismo , provengono da varie e diverse esperienze di vita . Non vi è alcuna garanzia che dimostrando un  caso per un intervento efficace basato sulla scienza, che sta dietro l’intervento, sarà particolarmente convincente . In realtà, ci sono buone ragioni per dubitare che basando un argomento sulla scienza convinca tutti. Ad esempio , un sondaggio Gallup condotto sul 400° anniversario della nascita di Darwin ha mostrato che meno del 40% degli americani crede nell’evoluzione ( Newport, 2009) .

Questo saggio tenta di fare il caso di un intervento basato in gran parte sull’ABA andando oltre che semplicemente affermare che la scienza sostiene questo intervento . Adottando il formato, reso famoso da David Letterman, della “Top Ten List “, e illustrando la maggior parte dei punti con le storie di un bambino autistico  ( mio figlio , Ben) questo saggio cerca di fornire un caso di facile accesso per i molteplici vantaggi di intervento ABA per i bambini con autismo.

1° motivo. Individui con autismo meritano ABA perchè li può preparare ad essere i migliori sostenitori di se stessi.

2° motivo. I bambini con autismo meritano ABA perchè un giorno i loro genitori non ci saranno più.

3° motivo. I bambini con autismo meritano ABA perchè può insegnare ai genitori come rispondere al momento.

4° motivo. Le persone con autismo meritano ABA perchè consente ai loro genitori ed insegnanti di capitalizzare i loro punti di forza e preferenze.

5° motivo. I bambini con autismo meritano ABA perchè può insegnargli le competenze necessarie per fare amicizia.

6° motivo. Gli individui con autismo meritano ABA perchè è la miglior difesa contro la tirannìa delle basse aspettative.

7° motivo. I bambini con autismo meritano ABA perchè vi aiuterà ad insegnar loro a dormire tutta la notte e usare il bagno.

8° motivo. I bambini con autismo meritano ABA perchè vi aiuterà ad essere i migliori genitori che vi siano per loro.

9° motivo. I bambini con autismo meritano ABA perchè sono umani.

10° motivo. I bambini con autismo meritano ABA perchè è scientificamente provato che l’ABA funziona più di qualsiasi altro intervento o trattamento.

Video Modeling


VideoModeling  download

abstract:

 Video Modeling è un metodo di insegnamento utilizzato per promuovere comportamenti e interazioni desiderate. Usando questo approccio, lo studente osserva un video di un pari, adulto, o se stesso impegnarsi in un comportamento mirato. Modellazione del video è anche molto utile quando lo studente ha imparato le competenze individuali, ma non sa come combinarli. Per esempio, un bambino può conoscere i singoli passi necessari per mettere il cappotto, ma non sa come combinarli per eseguire questa operazione. Il Video Modeling può essere utilizzato in molti settori, come la capacità di auto-aiuto, capacità di comunicazione, comportamenti sociali, o comportamenti accademici.
Il concetto di base del Video Modeling è l’apprendimento attraverso l’osservazione. Uno dei suoi vantaggi è che uno studente può imparare senza essere all’interno di varie situazioni.

Esempi di modellazione video includono:
l’acquisto di oggetti in un negozio
Capacità di comunicazione (ad esempio, complimenti, saluto, o avviare discussioni)

Lavarsi le mani
Giocare con gli altri
Pranzare
Utilizzo di un forno a microonde
Seguire le indicazioni di un insegnante
Fare un panino

Passi

I passi seguenti sono utilizzati in sede di attuazione di modellazione il video:
1. Determinare il comportamento bersaglio
2. Decidere chi deve dimostrare il comportamento sul video – sé stessi, adulto, o pari
3. Impostare lo scenario per essere videoregistrati
4. Videoregistrare la scena
5. Dimostrare il video per lo studente e discutere il comportamento rappresentato
6. Incoraggiare lo studente a praticare il comportamento che vede sul videotape

ESEMPIO BREVE
Luca, uno studente di seconda media con autismo classico, utilizzava il bagno accompagnato solo da adulti. Il suo team educativo e genitori volevano Luca imparasse ad andare in modo indipendente in bagno a scuola o in una gita scolastica.
Mr. Johnson, il maestro, ha deciso di utilizzare il Video Modeling per insegnare a Luca come usare il bagno degli uomini e le regole non scritte che si applicano. Ha creato uno scenario su videocassetta sul fare e non fare i bisogni al bagno dei ragazzi, tra cui la scelta dell’ orinatoio corretto o doccia, le buone maniere durante l’utilizzo di un orinatoio, vampate di calore l’orinatoio, e lavarsi e asciugarsi le mani in modo appropriato. Ha reclutato coetanei che potevano dimostrare i comportamenti in base allo scenario e realizzato il video. Poi ha introdotto il video di Luca e successivamente riprodotto su una base quotidiana. Luca e Mr. Johnson si sono esercitati ad andare al bagno. Inoltre, una copia della videocassetta è stato mandato a casa, e il padre di Luca ha accettato di insegnare a Luca sulle buone maniere da bagno maschili nella loro comunità, come ad esempio al supermercato, centro commerciale, e la biblioteca della comunità.

CONSIGLI PER MODIFICA
Il video modeling può essere utilizzato con gli scritti sociali o Storie sociali per insegnare comportamenti sociali o situazioni. Può anche essere efficace per introdurre orari o attività quotidiane. PowerPoint è un altro utile strumento nel quale possono essere inclusi video e un copione scritto.
SINTESI
Il video modeling è una strategia visiva efficace per insegnare i comportamenti o le competenze per gli studenti con autismo. Coetanei, adulti, o gli studenti stessi possono servire come modelli presenti sul video. Questa strategia può essere applicata a vari comportamenti tra più impostazioni.

Insegnare Il Linguaggio Metaforico


Insegnare Il Linguaggio Metaforico – Archivio News – Spazio Asperger.

Riportato e annotato da David Vagni

 

Questo studio ha utilizzato l´apprendimento attraverso esemplari multipli per insegnare a capire le metafore a tre bambini piccoli con autismo. La procedura è efficace per tutti i partecipanti e la generalizzazione è stata riscontrata attraverso la generazione spontanea di metafore nuove. I risultati sono promettenti per un approccio comportamentale all´insegnamento del linguaggio non letterale e altre forme di conoscenza per le persone con ASD.

La ricerca ha dimostrato che i bambini con autismo hanno difficoltà nel linguaggio non letterale, come l´ironia, il sarcasmo, l´inganno, l´umorismo e le metafore. Ad oggi, pochi studi hanno cercato di risolvere questi problemi, e nessuno studio hacercato di insegnare ai bambini con autismo a capire le metafore.
Il ragionamento metaforico è un complesso comportamento verbale, ed è composto almeno dalle relazioni di coordinamento, gerarchia, e distinzione.
Lo scopo di questo studio era quello di valutare la formazione attraverso esemplari multipli per l´insegnamento delle metafore in modo da consentire ai bambini ASD di evidenziare le caratteristiche rilevanti del contesto in cui viene utilizzata una metafora ed impegnarsi nella risposta relazionale richiesta.
I partecipanti erano 3 bambini di età compresa tra i 5 ed i 7 anni.
I risultati suggeriscono che la formazione ad esemplari multipli è efficace nell´insegnamento ai bambini con autismo della comprensione delle metafore. Inoltre, è stata osservata la generalizzazione attraverso la produzione di metafore non insegnate direttamente.

 

Il linguaggio metaforico è una forma di linguaggio figurativo che si caratterizza per la distribuzione e l´uso delle metafore nel linguaggio di tutti i giorni. In linguistica, le metafore sono definite come associazioni non letterali tra concetti basate sul confronto.
La struttura complessa delle metafore richiede la capacità di ragionamento astratto rispetto ad un termine o un argomento relativamente a un altro termine o argomento, al fine di identificare le analogie simboliche tra i due. Questo tipo di ragionamento astratto è importante perché l´uso del linguaggio metaforico è diffusissimo nella società e svolge un ruolo significativo nella communicazione. L´incapacità di comprendere le metafore è probabile quindi che riduca l´adattamento sociale.

 

La maggior parte delle ricerche sul linguaggio metaforico in individui con ASD affronta il tema da un punto di vista neurocognitivo, in cui il deficit di linguaggio metaforico è fatto risalire ad una disfunzione nei meccanismi neurolinguistici sottostanti. Dal momento che non è ancora possibile intervenire a livello di questi ipotetici meccanismi neurali (e non è detto che lo sarà mai), è necessario affrontare il problema da un punto di vista diverso.

 

Da un punto di vista comportamentale, seguendo la Relational frame theory (una teoria comportamentale di terza generazione), le metafore sono considerate un comportamento appreso ed i vari modi in cui un individuo può mettere in relazione due idee è chiamato “frame relazionale”. Questa capacità è concettualizzata come un comportamento operante generalizzato, passibile di apprendimento tramite una storia di formazione con esemplari multipli.

 

Tre frame relazionali sono particolarmente rilevanti per linguaggio metaforico: il coordinamento, la gerarchia, e la distinzione. La relazione di coordinamento è il comportamento atto a mettere in relazione due o più stimoli come simili o uguali. Ad esempio, si potrebbe riguardare la parola (vocale), “mela”, e una mela reale come simili. La relazione di distinzione è il comportamento atto a mettere in relazione uno stimolo come diverso da un altro. Ad esempio, si potrebbe riguardare una mela come diverso da una roccia. La relazione di gerarchia è il comportamento atto a mettere in relazione uno stimolo ad altri stimoli che “ne fanno parte.” Ad esempio, la parola “mammifero” è legata alle parole “cane”, “delfino” e “balena”, nel senso che tutti e tre sono esempi di mammiferi. L´idea che una cosa o stimolo abbia delle “caratteristiche” coinvolge una gerarchica relativa. Ad esempio, lo stimolo, “mela”, può essere correlato a “frutta”, “si può mangiare” e “cresce sugli alberi”, nel senso che tutte e tre sono caratteristiche delle mele.

 

Le metafore sono il chiamare una cosa (“bersaglio”) in modo diverso dal nome reale (“veicolo”). Ad esempio, dopo aver mangiato una mela particolarmente dolce, si potrebbe dire, “Questa mela è una caramella.” Secondo l´analisi RFT, il bersaglio e le sue proprietà sono correlate in termini di gerarchia. Per comprendere una metafora, uno osserva la prima destinazione determinandone le proprietà (ad esempio, una mela ha diverse caratteristiche, tra cui la dolcezza). Si deve poi osservare il veicolo (ad esempio, una caramella ha diverse caratteristiche, tra cui la dolcezza). Comprendere la metafora riguarda quindi l0individuare la proprietà che è simile tra l´obiettivo e il veicolo. In questo caso, sia la mela che la caramella sono dolci, così la metafora: “Questa mela è una caramella”, significa che la mela ha un sapore particolarmente dolce.  Continua su spazioasperger.it

INTERVENTI COGNITIVO COMPORTAMENTALI PER ADULTI CON AUTISMO


INTERVENTI COGNITIVO COMPORTAMENTALI PER ADULTI CON AUTISMO.

Pubblico una nota di Letizia Bernardi Cavalieri che raccoglie vari studi scientifici pubblicati su Pubmed

Gli individui con disturbi dello spettro autistico (ASD) trascorrono la maggior parte della loro vita come adulti e gli interventi psicosociali sono risultati molto promettenti nel migliorare la qualità di vita di questa popolazione di adulti con autismo.

Una ricerca pubblicata nel 2012, su Journal of Autism and Developmental Disorders, sviluppata dalla School of Social Work, dell’University of Pittsburgh, negli USA, ha analizzato una revisione sistematica di tutti gli studi che hanno nel tempo osservato e valutato gli interventi psicosociali per gli adulti autistici.  I risultati confermano che gli effetti del trattamento psicosociale anche negli adulti autistici sono stati molto positivi. Peraltro questo tipo di strategie educative sono risultate efficaci anche in altre forme di psicopatologie presenti nelle persone con disabilità intellettiva (ID), autismo (ASD) e altre disabilità dello sviluppo (DD).

Altre revisioni sistematiche e meta-analisi di confronto tra i  trattamenti psicosociali, quelli farmacologici e anche di altro tipo, condotte dal Dipartimento di Psicologia, della City University di New York, pubblicate su una rivista canadese di Psichiatria: Canadian Journal Psychiatry,  nell’Ottobre del 2012, hanno dimostrato l’inequivocabile efficacia delle tecniche cognitivo-comportamentali rispetto ad ogni altro tipo di trattamento finora studiato. C’è una forte evidenza clinica che suggerisce l’utilità dell’applicazione dell’ Applied Behavior Analysis (ABA) e di altri trattamenti comportamentali in alcune forme di disturbi psicologici. Ci sono prove conclamate a sostegno della migliore efficacia della terapia cognitivo-comportamentale, degli interventi sensoriali e di altre forme di interventi psicosociali rispetto ad ogni tipo di intervento farmacologico.

Recentemente infatti sono stati pubblicati studi controllati randomizzati (RCT) di psicofarmacologia, in particolare nelle persone con disturbi dello spettro autistico. La maggior parte degli studi sono stati indagati per comprendere come affrontare i comportamenti-problema, piuttosto che soffermarsi sulla psicopatologia. Questi studi hanno promosso le tecniche cognitivo comportamentali e hanno rilevato un supporto soltanto momentaneo nell’efficacia della farmacoterapia.

Finora, oltre all’intervento cognitivo comportamentale, gli studi clinici sostengono che soltanto una dieta priva di latticini e glutine si è rivelata un supporto essenziale per modificare i comportamenti problematici nell’autismo (Frontiers in Human Neuroscience nel 2012 ha pubblicato infatti uno studio di Whiteley P , P Shattock,  ed altri dal titolo “Intervento dietetico senza glutine e caseina per  condizioni dello spettro autistico”). Ma anche su questo sono state osservate differenze individuali ancora non del tutto chiarite dalla ricerca.

La ricerca attuale supporta invece dichiaratamente l’uso dell’Applied Behavior Analysis (ABA) e di altri interventi cognitivo-comportamentali per alcune forme di psicopatologia.

Quello che connota la differenza nei risultati, in un programma d’intervento cognitivo-comportamentale, è l’aderenza precisa alle tecniche.

Moore TR ed altri, dell’ Università del Minnesota, a Minneapolis, hanno condotto uno studio, pubblicato su Behavior Modification nel novembre 2011, studio che ha osservato come  i genitori dei bambini con  Disturbo dello Spettro  Autistico fossero aderenti alle istruzioni ricevute nell’utilizzo delle strategie di gestione, sia nell’insegnare nuove competenze che nell’ affrontare i problemi di comportamento, dopo essere stati precedentemente istruiti con  un programma di formazione standardizzato basato sui principi cognitivo-comportamentali dell’ Applied Behavior Analysis (ABA).

I genitori osservati hanno riportato, come descritto nello studio, la padronanza di alcuni criteri di adesione in almeno cinque delle sei aree di competenza.

Tre variabili indipendenti erano significativamente correlate al criterio di adesione:

1) adesione alle tecniche perché l’efficacia del trattamento era percepita come un comportamento in grado di influire sul cambiamento nel figlio,

2) fiducia nell’intervento come capace di produrre cambiamenti significativi,

3) convinzione che l’utilizzo delle tecniche poteva produrre una migliore accettazione del bambino nella famiglia e nella comunità.

La corretta aderenza alle tecniche cognitivo- comportamentali anche per gli autistici adulti, come presa in carico della persona, ha assolutamente migliorato la qualità della vita delle persone autistiche e dei loro familiari.

Referenze:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22825929

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23072950

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21885470

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23316152

Essere o non essere BCBA?


clicca su↓ ESSERE O NON ESSERE BCBA e scarica

Abstract:

Chi è qualificato?

Spesso il trattamento comportamentale intensivo per bambini con autismo è fornito da staff paraprofessionale che lavora sotto la supervisione di un professionista più qualificato e con più esperienza. In alcuni casi, l’efficacia del trattamento dipende dall’abilità del paraprofessionista che insegna al bambino.

Purtroppo, i genitori dei bambini con autismo sono disperati. Le scuole inoltre esercitano tremende pressioni. Non ci sono semplicemente abbastanza professionisti che forniscono l’intervento necessario. Spesso, ci si dovrebbe ritenere fortunati nell’avere un educatore volenteroso. Se poi è pratico di ABA e autismo sarebbe un vantaggio fantastico! La realtà è che essere meramente pratici non è sufficiente perfino per il professionista più motivato.

Come può fare un genitore o una scuola a sapere se un dato professionista è qualificato per fornire intervento comportamentale intensivo a bambini con autismo? E’ qualificato se ha soltanto un Bachelor(ndr. il Bachelor dovrebbe essere l’equivalente della nostra laurea breve)? Un Master o un Dottorato lo rendono più qualificato? L’esperienza pratica è più importante dell’educazione formale? Quanti anni di esperienza sono necessari per essere considerati qualificati? Che tipo di esperienza dovrebbe avere? Chei tipo di formazione è necessaria? Cosa dovrebbe comprendere il training e quali dovrebbero essere gli argomenti utili? Si dovrebbe considerare l’esperienza del supervisore che fornisce training al professionista?

Ole Ivar Lovaas


Simpson:
Rispetto ai bambini ed ai giovani autistici, come
vorrebbe essere ricordato? Cioè, se un giorno uno studente dovesse
scrivere una tesi sulle figure storiche che hanno segnato lo sviluppo dei
programmi di intervento sui soggetti autistici, e Lei venisse menzionato
nello studio, come vorrebbe essere descritto?

Lovaas:
Vorrei essere ricordato nella tradizione degli empiristi come
Locke e Hume e degli educatori come Itard, Kephart e Montessori. Vorrei
essere ricordato in quell’ambito, come una persona che credeva moltissimo
nel potere dell’ambiente nello sviluppare il comportamento umano. Si
potrebbe citare anche Skinner in questo quadro, egli è oggi il portavoce più
famoso di questo orientamento. Vorrei essere ricordato in questa cornice,
come una persona che lavorò per liberare chi era schiavo della propria
mente. Vorrei anche essere ricordato come una persona che sfidò la
nozione che alcune variabili che ritenevamo stabili e costanti, come il QI e
l’autismo, non sono in realtà così immodificabili come molti pensavano.

PIVOTAL RESPONSE TRAINING – Come insegnare i comportamenti essenziali ai bambini autistici


PIVOTAL RESPONSE TRAINING

abstract

Questo manuale è stato fatto  per essere applicato ad una vasta gamma di persone.

Gli esempi portati si concentrano sulle interazioni familiari tra individui con autismo ed i loro genitori ed  illustrano l’applicabilità da parte della comunità di queste procedure. La ricerca originale era stata comunque condotta con studenti universitari, logopedisti ed insegnanti che stavano lavorando con bimbi autistici non verbali e seriamente compromessi. La ricerca successiva è stata poi  condotta con bimbi più grandi ed adulti con handicap che erano sia verbali che non. Le procedure di trattamento variavano a seconda dei genitori, degli insegnanti, dei psicologi, dei pediatri e degli  operatori sociali.

Noi rivolgiamo pertanto l’uso di questo manuale a studenti, insegnanti, logopedisti, psicologi, ed altri che interagiscono o  con  soggetti autistici o con altri con handicap gravi, a tutte le età e livelli cognitivi.

I comportamenti target che si prevedeva di modificare nella ricerca condotta erano nell’ambito  comunicativo, il comportamento sociale e la risposta distruttiva.

Intervento comportamentale intensivo precoce: esiti per bambini con autismo e genitori dopo due anni


Studio europeo del 2008 sull’ABA, sugli effetti nei bambini e sui loro genitori.

 

Abstract

E’ stato identificato un gruppo d’intervento (n=23) di bambini in età prescolare con autismo sulla base della preferenza dei genitori per un intervento di tipo comportamentale intensivo precoce, mentre un gruppo di controllo (n=21) ha continuato ad essere sottoposto al consueto trattamento disponibilie. Una valutazione prospettica è stata effettuata prima dell’inizio del trattamento, dopo un anno e ancora 2 anni si sono osservate differenze significative a favore dell’intervento comportamentale intensivo nelle misurazioni di intelligenza, linguaggio, abilità di vita quotidiana, comportamento sociale positivo, oltre  a una differenza statistica nella misura delle migliori prestazioni. Misure del benessere dei genitori, raccolte negli stessi tre intervalli di tempo, non hanno evidenziato che l’intervento comportamentale fosse stato cusa di un’esacerbazione delle problematiche né per le madri né per i padri dei bambini in trattamento.

 

Questo studio è stato finanziato tramite una sovvenzione dell’Health Foundation”, Regno Unito (http://www.health.org.uk/). Gli autori sono molto grati per il generoso supporto al progetto. Un consorzio di 11 Autorità Educative Locali nel Sud dell’Inghilterra inclusi Southampton, Maidenhead e Windsor, Poole, Brighton e Hove, Wokingham, Wiltshire e Bournemouth, ha finanziato gli interventi dell’Università di Southampton per 13 bambini nel gruppo d’intervento. I restanti 10 bambini in quel gruppo sono stati seguiti da PEACH, the London Early Autism Program e dall’UK-Young Autism Programme. Gli autori ringraziano per il supportro collaborativo, sia finanziario sia pratico, tutti questi enti, senza i quali lo studio qui riportato non sarebbe stato possibile. Qualsiasi opinione qui espressa appartiene agli autori e non è necessariamente avallata dagli sponsor della ricerca o dai collaboratori. Francesca degli Espinosa ha avuto la funzione di supervisore senior ed Erik Jahr di consulente esterno per l’intervento dell’Università di Southampton. Gli autori ringraziano: Ruth Littleton, Sophie Orr e Penny Piggott che, con Paula Alsford e Monika Lemaic, hanno fatto da supervisori al team dell’Università di Southampton; Corinna Grindle che ha contribuito con le analisi d’affidabilità; e Catherine Carr, che ha offerto un favoloso supporto amministrativo e logistico al team.

download →aba outcomes pdf

Bringing ABA into Natural Contexts to Improve Outcomes for Individuals with ASD: Bring ABA into Inclusive Classrooms Instead of Sending Students with ASD to ABA Schools and Programs


Bringing ABA into Natural Contexts to Improve Outcomes for Individuals with ASD: Bring ABA into Inclusive Classrooms Instead of Sending Students with ASD to ABA Schools and Programs.

Nel Paese delle scuole speciali c’è chi ritiene che sia necessario portare invece l’educazione appropriata nelle scuole comuni, inclusive. Da leggere magari usando il traduttore!

Cos’è un workshop ABA?


Brochure-ws-1-4-FdE.pdf (Oggetto application/pdf).

E’ una formazione intensiva sulle tecniche che utilizza l’analisi del comportamento applicata all’autismo e disturbi analoghi, adatto a genitori, insegnanti, tutor, terapisti, medici, psicologi, logopedisti, e tutte quelle figure che possono ruotare intorno all’abilitazione dei soggetti con vari tipi di disturbo intellettivo-relazionale.

Prendiamo visione di quelli strutturati da Francesca degli Espinosa:

Workshop Introduttivo I
“Principi e tecniche di base dell’Analisi del Comportamento Applicata e Comportamento verbale”
Durata: 3 giorni, numero massimo di partecipanti: 60, orari: 09.00 – 17:00.
Argomenti:
Primo Giorno
Che cos’e’ l’ABA
Principi di base
Introduzione alla gestione dei comportamenti problema
Insegnamento alla comunicazione funzionale: la richiesta

Secondo Giorno
Comportamenti con funzione di attenzione
Comportamenti con funzione di fuga
Comportamenti con funzione di rinforzo automatico
Strategie proattive
Strategie reattive
Discussione finale

English: Netbase, workshop

Terzo Giorno
Nozioni di base di comportamento verbale:
Richiesta
Ecoico
Denominazione
Ascoltatore
Intraverbale
Insegnamento strutturato (DTT)
Insegnamento in ambiente naturale (NET)
I tre livelli curriculari: iniziale, intermedio, avanzato

Per partecipare ai workshops pratici II, III e IV,
è obbligatorio aver prima partecipato al
workshop I. Ciascun workshop pratico è della
durata di 2 giorni ed è aperto ad un numero
massimo di 36 partecipanti. Orari 09:00 – 16:00.

Workshop Pratico II
“Curriculum Iniziale: come insegnare le prime abilitá, dall’imitazione alla denominazione”
Il workshop è consigliato a partecipanti che lavorano con soggetti con poco o senza linguaggio.
Argomenti trattati:

  •   Insegnamento delle richieste
  •   L’imitazione vocale
  •   La denominazione
  •   Primi obiettivi di comprensione del

linguaggio

  •   Il gioco funzionale
  •   L’imitazione
  •   L’attenzione congiunta

Workshop Pratico III
“Curriculum Intermedio: dal gioco imitativo alla costruzione della frase”
ll workshop è consigliato a partecipanti che
lavorano con soggetti con linguaggio (segni o vocale) almeno a parole singole.
Argomenti trattati:

  •   Le richieste con frasi
  •   Le descrizioni con frasi
  •   Rispondere a domande verbale
  •   La comprensione di due o più informazioni
  •   Il gioco simbolico e con turno
  •   Il gioco indipendente
  •   I commenti spontanei e la reciprocazione

Workshop Pratico IV
“Curriculum Avanzato: dal gioco immaginario alla conversazione”
Il workshop è consigliato a partecipanti che lavorano con soggetti che fanno uso quotidiano
di linguaggio funzionale con frasi complete.
Argomenti trattati:

  •   Le richieste per informazione (fare domande)
  •   Mantenere una conversazione
  •   Commenti spontanei
  •   Richiamare eventi passati
  •   Risolvimento di problemi ed inferenze
  •   Il gioco immaginario e di ruolo
  •   La teoria della mente

Cos’è l’Applied Behavior Analisys(ABA)


English: B.F. Skinner at the Harvard Psycholog...

Cos’è l’analisi del comportamento applicata per l’autismo?

abstract:

L’Analisi del Comportamento è la scienza che studia il comportamento. L’ Applied behavior
analysis ( ABA, analisi del comportamento applicata ) è il processo di applicazione sistematica
di interventi basati sui principi della teoria di apprendimento per incrementare i comportamenti
socialmente significativi ad un grado positivo (Baer, Wolf & Risley, 1968/1987; Sulzer-Azaroff
& Mayer, 1991). Nello specifico, ABA si riferisce ad un approccio sistematico nella valutazione
di un comportamento, ed all’applicazione degli interventi che alterano il comportamento.
Durante i 30 anni passati, alcune migliaia di ricerche pubblicate hanno documentato l’efficacia
di ABA attraverso un vasto range di:
· Popolazioni (bambini ed adulti con malattie mentali, disabilità dello sviluppo e disordini
d’apprendimento
· Coloro che hanno svolto l’intervento (genitori, insegnanti e staff)
· Settings (scuole, casa, istituzioni, gruppi familiari, ospedali e uffici di commercio), e
· Comportamenti (linguaggio, abilità sociali, accademiche e funzionali, autolesionismo e
comportamenti stereotipati
ABA è una disciplina oggettiva che si focalizza su misurazioni affidabili e valutazioni oggettive
di comportamenti osservabili. I programmi basati sulle metodologie ABA sono basati su principi
di apprendimento ben stabiliti e condizionamento operante, influenzati dai lavori di ricercatori
come Edward L. Thorndike e B.F. Skinner. L’uso del disegno sperimentale a caso singolo per
valutare l’efficacia degli interventi individualizzati è una componente essenziale dei programmi
ABA. Questo processo include i seguenti componenti che descrivono a grandi linee un
approccio affidabile e responsabile per i cambiamenti comportamentali (Sulzer-Azaroff &
Mayer, 1991):
1. selezione di comportamenti che interferiscono o abilità di comportamento deficitarie
2. identificazione di traguardi e obbiettivi
3. stabilire un metodo di misurazione dei comportamenti
4. valutazione degli attuali livelli di performance (baseline)
5. disegnare ed implementare interventi che insegnino nuove abilità e/o riducano i
comportamenti interferenti
6. misurazione continuata di comportamenti target per determinare l’efficacia
dell’intervento, e
7. continua valutazione dell’efficacia dell’intervento, con modificazioni fatte se necessario
per mantenere e/o incrementare sia l’efficacia che l’efficienza dell’intervento.
ABA generalmente si focalizza sul processo di cambiamento del comportamento con rispetto
allo sviluppo del comportamento adattivo e prosociale e la riduzione di comportamento
disadattivo. Nello specifico “i comportamenti socialmente significativi” includono abilità
accademiche, comunicazione, abilità sociali ed abilità di vita adattive. Per esempio, i metodi
ABA possono essere usati per: insegnare nuove abilità (es. i comportamenti socialmente
significativi elencati sopra)
· generalizzare o trasferire il comportamento da una situazione all’altra (es. da
comunicare con i tutors in casa,ad interagire con i compagni a scuola);
· modificare condizioni sotto le quali i comportamenti che interferiscono si manifestano
(es. cambiare l’ambiente di apprendimento così da fortificare l’attenzione verso il tutor);
· ridurre comportamenti inappropriati (es. auto-lesionismo o stereotipie).

che cos’è Applied Behaviour 1

-si ringrazia lo staff di Ippocrates.it per i documenti-