AGRIGENTO: fiaccolata per l’autismo 2015


Annunciamo che, ad Agrigento, la giornata mondiale dedicata alle persone con autismo dall’ONU per il 2 aprile verrà ricordata con una fiaccolata, venerdì 10 aprile, e partirà da Piazza Purgatorio in via Atenea alle h. 19:30 con arrivo in Piazza Cavour alle 20:00 per concludersi con degli interventi e spettacoli. A breve locandina dell’evento. Autismo al centro!

manifesto per la fiaccolata per l'autismo agrigentolocandina prigioniero di me stesso - teatro posta vecchia

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“E’ solo un gioco di anime”


Domani 10 gennaio alle ore 10,00, nell’Aula Magna del Liceo Scientifico e Liceo delle Scienze Umane “R. Politi” di Agrigento, verrà presentato un libro su una tematica a me molto cara E’ solo un gioco di anime dell’agrigentina Romina Caruana.

Una commovente narrazione, fortemente autobiografica, che affronta il tema dell’autismo dall’originale angolatura di una sorella a fianco del fratello colpito da questo misterioso disagio.

Il romanzo, opera prima della scrittrice, è l’illuminante testimonianza di come in una famiglia l’esperienza dell’ autismo possa trasformarsi da sofferenza in gioia di vivere, alimentando la speranza di arrivare a comprendere i ciechi labirinti della coscienza autistica e diventando una straordinaria occasione di maturazione interiore: un gioco, una fusione di anime che si completano attraverso l’amore e il dono di sè.

Con questo l’autrice, seppur con garbata leggerezza ed ironia, non manca di svelare i risvolti più dolorosi e sofferti della patologia, affrontandone, con cura scientifica persino sorprendente, le implicanze cliniche, le moderne acquisizioni della ricerca, i trattamenti terapeutici alternativi.

L’incontro, pertanto, non solo è volto a promuovere nei giovani il piacere della lettura e l’approccio al libro, anche digitale, ma punta a sensibilizzare gli studenti – coinvolgendoli in un dibattito aperto con l’autrice – su un disagio per troppo tempo vissuto nell’ombra.

Angela R.

Come si permette un autistico di avere il permesso per il parcheggio? – Una notte ho sognato che parlavi


Come si permette un autistico di avere il permesso per il parcheggio? – Una notte ho sognato che parlavi. Nicoletti dedica un capitolo del suo libro ai disagi occorsi per ottenere il permesso per il parcheggio disabili. La lettera indignata della signora mette in risalto il tipo di incultura predominante, dovuta forse anche a campagne destrorse di tagli al welfare giustificate dalla ricerca dei falsi invalidi, ma anche dovuto a normative che interpretano la sola disabilità fisica, pensiamo anche che simbolicamente viene rappresentata da una carrozzina.

Accattativi u libru di Nicoletti


Libro | Una notte ho sognato che parlavi.Adobe Photoshop PDF Così ho imparato a fare il padre di mio figlio autistico

Questo blog che ha un titolo presuntuoso trova la sua genesi nella vita della famiglia con autismo. Gianluca Nicoletti arriva a rappresentarne tutti gli aspetti, fino a quelli più intimi e familiari, senza vittimismo e senza invocare quel compassionevole amore curativo nella bocca di chi non trova altra soluzione possibile, forse per impotenza, forse per incompentenza, forse no. Questo amore dei paesi latini o mezzolatini ci ha portato alla prevalenza della psicodinamica o peggio della psicanalisi ( vedi Francia) mentre i Paesi anglosassoni sono stati più pragmatici (ed ora li rincorriamo) guardando a ciò che è realmente misurabile e verificabile attraverso i comportamenti e non fantasiosamente tracciabile su ipotesi di pensiero immaginabile. Forse che gli anglosassoni non sono capaci di amare? Suvvìa…Noi abbiamo giustamente ripudiato le scuole speciali che erano ghetti manicomiali, ma solo perchè si praticava il laissez faire con l’holding, loro invece hanno creato dei luoghi abilitativi di eccellenza, non dico che bisogna tornare indietro, anch’io penso che per i nostri figli sia meglio un contatto con i neurotipici(anche se è un pò psicodinamico) ma nella realtà in questo la scuola italiana ha fallito. Noi in teoria abbiamo avuto la Montessori, loro lo mettono in pratica. Questo è ad esempio una scuola fondata da genitori, http://www.stepbystepschool.org.uk/teaching.html, che mi impegnerei a replicare con la giusta collaborazione(un sogno?), perchè no anche pomeridiana dopo aver frequentato i depositi mattutini. Un progetto che suggerirei a Nicoletti. Anche con qualche “tatuato” :).

Grazie per la dedica Gianluca enzo-e-ruben fotodedica

Il libro lo trovate già e la sua presentazione ufficiale avverrà martedì 5 Marzo (cliccate qui) per maggiori info. Fra gli intervenuti ci sarà il dott. ing. Giovanni Pioggia che potete vedere nel video sotto.

Ole Ivar Lovaas


Simpson:
Rispetto ai bambini ed ai giovani autistici, come
vorrebbe essere ricordato? Cioè, se un giorno uno studente dovesse
scrivere una tesi sulle figure storiche che hanno segnato lo sviluppo dei
programmi di intervento sui soggetti autistici, e Lei venisse menzionato
nello studio, come vorrebbe essere descritto?

Lovaas:
Vorrei essere ricordato nella tradizione degli empiristi come
Locke e Hume e degli educatori come Itard, Kephart e Montessori. Vorrei
essere ricordato in quell’ambito, come una persona che credeva moltissimo
nel potere dell’ambiente nello sviluppare il comportamento umano. Si
potrebbe citare anche Skinner in questo quadro, egli è oggi il portavoce più
famoso di questo orientamento. Vorrei essere ricordato in questa cornice,
come una persona che lavorò per liberare chi era schiavo della propria
mente. Vorrei anche essere ricordato come una persona che sfidò la
nozione che alcune variabili che ritenevamo stabili e costanti, come il QI e
l’autismo, non sono in realtà così immodificabili come molti pensavano.

Pulce non c’è, a Torino Bonito gira il film tratto dal romanzo di Giovanna Rayneri – Il Cinema Italiano | Il Cinema Italiano


Pulce non c’è, a Torino Bonito gira il film tratto dal romanzo di Giovanna Rayneri – Il Cinema Italiano | Il Cinema Italiano.

Si sta girando a Torino Pulce non c’è, il film tratto dall’omonimo libro scritto da Gaia Rayneri, incentrato sulla storia vera di una bambina autistica, allontanata dalla famiglia quando aveva 9 anni per presunte molestie sessuali subite dal padre, riportata a casa mesi dopo perché non era vero nulla.

Il film, prodotto da Marco Donati, scritto da Monica Zappelli insieme all’autrice del romanzo, è l’opera prima di Giuseppe Bonito. Nel cast figurano Ludovica Falda (Pulce, la protagonista) e Francesca Di Benedetto (la sorella Giovanna), Pippo Delbono, Marina Massironi e Piera Degli Esposti (rispettivamente papà Gualtiero, mamma ANita e la nonna della protagonista).

Il produttore racconta a La Stampa:

I diritti li voleva Cattleya ma l’ho spuntata io. Tutto in casa, con la troupe che mi è stata vicino e ha capito che se volevamo portare a casa il lavoro, dovevano venirci incontro. E’ venuta fuori la passione, la voglia di esserci. Certo è un film ambizioso, ma io da produttore penso che se uno si siede al tavolo da gioco del cinema deve rischiare.

Giuseppe Bonito sottolinea di aver voluto:

rendere la dimensione dell’autismo la meno approssimativa possibile; al vero non si sostituisce mai il gusto cinematografico.

Giovanna Rayneri aggiunge:

Rispetto al romanzo qui c’è una visione più corale dei fatti, non solo il punto di vista di Giovanna. E mi piace che si sia trattato il rapporto fratello malato – fratello sano. I miei genitori approvano, Pulce non capirebbe.

Una mamma


Oggi voglio condividere questa nota pubblicata su facebook da un amico che condivide la nostra stessa condizione, per ricordare un anniversario, un evento, una ricorrenza, per renderla meno invisibile agli occhi di chi non ha saputo o potuto o voluto dare risposte, ad ognuno di noi l’incombenza di capire chi è quel qualcuno.

Una mamma

pubblicata da Nello Pomona il giorno domenica 13 maggio 2012 alle ore 16.22 ·

Ci sono mamme che sono speciali perché lottano incessantemente per migliorare lo stato di difficoltà in cui si trovano i loro figli. Mia moglie e tutte le altre mamme di bambini disabili che conosco ne sono un esempio ammirevole.

Ci sono però anche mamme speciali, che lottano costantemente contro la loro precaria salute, per migliorare la condizione di figli sani, ma che riescono a seguire fino ad un certo punto.

G. era una di queste.

E il suo ricordo riaffiora oggi in me. Oggi che è la Festa della Mamma, ma che è anche l’anniversario di approvazione in Parlamento della Legge 13 maggio 1978 n. 180 “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori”, meglio conosciuta come legge Basaglia, che è la prima ed unica legge quadro che impose la chiusura dei manicomi, regolamentò il trattamento sanitario obbligatorio, ed istituì i servizi di igiene mentale pubblici.

La conobbi circa vent’anni fa. Una persona sulla quarantina che doveva essere stata una bella donna in gioventù. Il suo corpo era abbastanza provato da un massiccio bisogno di antipsicotici… Educatissima. Stava sempre male, sia quando era “scompensata” ed il delirio aveva il sopravvento, sia quando stava meglio. Quando cioè assumeva la consapevolezza della sua malattia e la tristezza la invadeva, il tono della voce diventava calante e sempre più depresso.

G. si era convinta che suo figlio stesse sempre malissimo e tutte le notti lo portava al pronto soccorso per far curare un bambino in perfetta salute psicofisica. Così come poteva assumere nell’ambito di uno stesso discorso ruoli completamente differenti e incompatibili. Alla vista di un quadro il delirio aumentava …

Ogni tanto la potevi incontrare per strada con la vestaglia e le ciabatte a chiedere una sigaretta o un caffè.

Al suo paese la conoscevano tutti.

Viveva della pensione di invalidità che le bastava appena. Ma per il figlio c’era sempre. Per quello che poteva fare e dare.

Quando non si poteva farne a meno, veniva sottoposta a TSO e ricoverata appositamente. Se c’era posto nelle strutture vicino casa andava bene, altrimenti il TSO veniva eseguito anche a distanza ragguardevole. Ed una volta dimessa non aveva i soldi nemmeno per l’autobus che la faceva rientrare a casa. Supplivano conoscenti e personale sanitario … Era molto sola.

Scoprire che aveva messo da parte una piccola cifra da regalare al figlio per il suo matrimonio fu una vera sorpresa. Un’ulteriore testimonianza di dignità che non dimenticheremo, di una grande mamma.

Nizza di Sicilia, inaugurato il centro diurno per gli autistici – YouTube


Nizza di Sicilia, inaugurato il centro diurno per gli autistici – YouTube.

Finché l’istituzione scolastica, familiare, lavorativa e sociale non integreranno i loro saperi ed i loro doveri non riusciremo ad avere un best outcome per le persone con autismo.