Essere o non essere BCBA?


clicca su↓ ESSERE O NON ESSERE BCBA e scarica

Abstract:

Chi è qualificato?

Spesso il trattamento comportamentale intensivo per bambini con autismo è fornito da staff paraprofessionale che lavora sotto la supervisione di un professionista più qualificato e con più esperienza. In alcuni casi, l’efficacia del trattamento dipende dall’abilità del paraprofessionista che insegna al bambino.

Purtroppo, i genitori dei bambini con autismo sono disperati. Le scuole inoltre esercitano tremende pressioni. Non ci sono semplicemente abbastanza professionisti che forniscono l’intervento necessario. Spesso, ci si dovrebbe ritenere fortunati nell’avere un educatore volenteroso. Se poi è pratico di ABA e autismo sarebbe un vantaggio fantastico! La realtà è che essere meramente pratici non è sufficiente perfino per il professionista più motivato.

Come può fare un genitore o una scuola a sapere se un dato professionista è qualificato per fornire intervento comportamentale intensivo a bambini con autismo? E’ qualificato se ha soltanto un Bachelor(ndr. il Bachelor dovrebbe essere l’equivalente della nostra laurea breve)? Un Master o un Dottorato lo rendono più qualificato? L’esperienza pratica è più importante dell’educazione formale? Quanti anni di esperienza sono necessari per essere considerati qualificati? Che tipo di esperienza dovrebbe avere? Chei tipo di formazione è necessaria? Cosa dovrebbe comprendere il training e quali dovrebbero essere gli argomenti utili? Si dovrebbe considerare l’esperienza del supervisore che fornisce training al professionista?

Annunci

Sentenza Consiglio di Stato n° 5194-2012


Sentenza CdS n_ 5194-2012

In questa sentenza ritroviamo tutti i riferimenti normativi che riguardano gli alunni con disabilità, in questo particolare caso un alunno con autismo, che ha diritto ad avere un educatore specializzato in ABA e gli ausili informatici necessari e richiesti dagli specialisti, che il comune ha l’obbligo di fornire, sia in orario scolastico che extrascolastico. In particolare per i soggetti con gravità certificata che hanno diritto al rapporto 1:1 i giudici riferiscono che

“E’ in atti anche la nota in data 8 agosto 2010 dell’U.O. Tutela Salute Mentale e Riabilitazione Età Evolutiva – Distretto H2 – Genzano di Roma della A.U.S.L. Roma H, da cui si evince la necessità di integrare l’insegnante di sostegno con un’assistenza specialistica educativa (“…in modo che sia sempre presente un operatore con rapporto 1/1”), pur dando atto del venir meno della necessità dell’assistenza di base, avendo il bambino acquisito tali autonomie.

Interessante l’analisi fatta dall’avv. Marcellino http://www.studiolegalemarcellino.it/attachments/article/256/Consiglio%20di%20Stato%20condanna….pdf

Criteri diagnostici disturbo multisistemico


 Dobbiamo cioè tenere presente che nel momento in cui di
fronte ad un bambino piccolo ci si accinge a fare diagnosi
nello stesso tempo entriamo nel campo della
prevenzione e del trattamento. Dal punto di vista dello
sviluppo infatti non si può essere interessati solo alla
presentazione dei sintomi ma anche alla loro emergenza,
che a sua volta apre la via alla comprensione
del significato, consapevoli che è solo conoscendo le
modalità di insorgenza e il significato psicopatologico
dei sintomi che si può compiere una adeguata pianificazione
dell’intervento. Per questo motivo il concetto
di ‘working diagnosis’ è attualmente largamente condiviso
in psichiatria infantile. La funzione di tale concetto
è quello di limitare al massimo, di fronte a situazioni
di rischio, l’atteggiamento ancora diffuso dell’attesa
(‘wait and see’) a favore di una assunzione di
responsabilità da parte del clinico che deve essere in
grado di coniugare sin dall’inizio le proprie capacità
diagnostiche con le proprie capacità terapeutiche, e di
trasformare la diagnosi in una diagnosi come strumento
di lavoro. Solo così sarà possibile evitare il rischio
di trasformare la diagnosi in uno stigma.

Clicca su  criteri diagnostici disturbo multisistemico per visualizzare il pdf

La formazione dei genitori (parent training), in ottica ABA.


Si dice comunemente che il mestiere più difficile al mondo sia quello del genitore. Se questo è vero per educare un bambino neurotipico risulta ancora più arduo nei confronti di un bambino con autismo perchè si perdono o non si hanno più punti a cui fare riferimento ed è necessario un modo differente di comunicare, anzi dove la comunicazione è uno dei primi deficit da affrontare insieme a quello dei comportamenti. Dovranno essere i genitori per primi a dover imparare e questo è fondamentale sia per una maggiore consapevolezza familiare sia per meglio abilitare un bambino in tutte le sue aree deficitarie. Per questo uno degli elementi più importanti e fondamentali è il parent training. In allegato un file con i consigli su come fare un buon parent training(si ringrazia lo staff di ippocrates.it)

parent training

Linee Guida Autismo dell’ISS e LG Sicilia


Benvenuti nel blog dell’associazione. Vogliamo esordire con la pubblicazione delle LG nazionali e regionali per offrire la base fondamentale della cura e presa in carico che dovrebbe, ma ancora non lo è, essere attuata dai servizi pubblici, consapevoli che ancora non è tutto quello che si può fare. Più avanti parleremo dei Livelli essenziali di assistenza che riguardano i soggetti con disturbi dello spettro autistico ed anche della scuola.
versione stampabile della linea guida nazionale sull’autismo 2011

linee-guida-ISS-autismo-bambini-e-adolescenti-autistici_2011

Linee_Guida_Autismo_Sicilia_2007

GURS decreto assessoriale centri autismo (vedere a pag. 41)

 

Palermo, 15 aprile 2010
(SICILIAE) – Le Aziende sanitarie provinciali dovranno destinare almeno lo 0,1 per cento del proprio bilancio annuale per interventi a valenza terapeutico – riabilitativa e/o socio-riabilitativa in favore dei soggetti affetti da sindrome autistica.
Lo ha disposto l’Assessore regionale per la salute Massimo Russo con una nota inviata ai direttori generali delle Asp siciliane.
“E’ un altro tassello – ha commentato l’Assessore regionale per la salute, Massimo Russo – nel cammino di riqualificazione della sanita’ siciliana, una prima risposta concreta e molto efficace alle legittime istanze avanzate dalle persone affette da autismo e dai loro familiari che abbiamo ascoltato con attenzione.
Riusciamo finalmente ad applicare in modo concreto quanto previsto da una legge regionale del 2005. Con le somme che saranno a disposizione delle Asp sara’ possibile delineare un progetto integrato, che coinvolge anche l’area dell’integrazione socio sanitaria, e realizzare una rete di servizi per gli autistici”.
L’Assessore Russo ha anche istituito un tavolo tecnico regionale sull’autismo che dovra’ provvedere alla definizione e all’attivazione del registro regionale, alla rilevazione epidemiologica e all’analisi dei processi assistenziali, alla definizione delle linee di indirizzo sui percorsi formativi e di ricerca, al monitoraggio sulla applicazione delle linee guida, alla valutazione sulla qualita’ dei servizi offerti e all’aggiornamento delle linee guida, le ultime delle quali risalgono a tre anni fa.
Questi i componenti del tavolo tecnico: Salvatore Mangano (Universita’ degli Studi di Palermo); Domenico Mazzone (Universita’ degli Studi di Catania); Gaetano Tortorella (Universita’ agli Studi di Messina); Sebastiano Musumeci (I.R.C.C.S. “Associazione Oasi Maria SS.” di Troina); Antonio Vetro (Asp di Agrigento); Alfonso Ventura (Asp di Caltanissetta); Rosaria Correnti (Asp di Catania); Luisella Madia (Asp di Enna); Mirella Deodato (Asp di Messina); Maria Renda (Asp di Palermo); Giuseppe Morando (Asp di Ragusa); Carmela Tata (Asp di Siracusa); Giovanna Mendolia (Asp di Trapani); Sebastiano Russo (esperto di Neuropsichiatra Infantile); Gabriella D’Acquisto (Anffas Sicilia); Antonino Camarda (Angsa Sicilia); Vincenzo Papa (Associazione “Un futuro per l’autismo”); Luigi Aloisi (Agsas Palermo); Gabriella Dardanoni (dipartimento Attivita’ sanitarie e osservatorio epidemiologico).

Guido Monastra