Rinforzatori ed etica


Rinforzatori ed etica.

Spesso sento parlare che non è etico usare un rinforzatore per “forzare” un apprendimento. Molto spesso questa critica viene fatta per l’uso di rinforzatori di basso livello. In particolare l’uso di rinforzi alimentari, poiché nell’immaginario comune si accosta questo uso all’ammaestramento degli animali. E’ la critica che più spesso si usa nei confronti di interventi che si basano sulla scienza del comportamento.Certo è un’immagine fastidiosa, però vorrei ricordare che:- Tutti i rinforzi di basso livello come cibo od altri rinforzatori materiali (giochi ,figurine, adesivi etc…) sono solo un mezzo per condizionare il bambino verso rinforzatori di livello superiore quali quello sociale o quello intrinseco all’attività che si sta insegnando.- Molto spesso questi bambini non imparano dall’ambiente.- Spesso non hanno motivazione da rinforzo sociale.- Non hanno molte attività “utili” al loro sviluppo, che siano rinforzanti intrinsecamente.- Ci sono casi dove solo con il cibo si riesce ad attirarli. Ovviamente nei casi migliori il rinforzo alimentare è solo temporaneo, in altri casi si può non usare nemmeno. Ma la mia domanda è un’altra. Davvero, solo per nostre remore, per un’etica precostituita dai nostri pregiudizi, dall’immagine mentale che tutti abbiamo del cavallo che prende lo zuccherino, dobbiamo rinunciare ai rinforzatori di basso livello? E’ davvero più etico lasciarli al loro sviluppo naturale, se poi questo sviluppo “naturale” significa (ed i risultati di interventi di psicomotricità negli anni lo possono dimostrare) che il loro sviluppo “naturale e rispettoso” non li porti mai verso i rinforzatori di alto livello che fanno “sviluppare” tutti noi. Davvero vale la pena rinunciare all’uso di rinforzatori alimentari, se poi questi bambini crescendo finiranno per non apprendere comportamenti adeguati, tanto da finire sotto l’uso di psicofarmaci  ed alcuni negli istituti? Non credete sia un pregiudizio da combattere? Le critiche spesso vengono da chi questo intervento lo combatte per interesse. Vedi i professionisti con altra formazione, che operano con diverse tecniche, spesso poco efficaci. Altre volte ci si mettono adulti “autistici” ad alto funzionamento, che ovviamente vedono l’uso di rinforzatori come un abuso. Però attenzione, loro non ne avevano bisogno. Il loro sviluppo non era a rischio , tanto che spesso nemmeno hanno avuto una diagnosi. Quindi non sono stati bambini ai quali c’era da insegnare tutto, anche il piacere di rinforzatori sociali od intrinsechi. Quindi attenzione a farsi abbindolare dalle loro belle parole, perché non è assolutamente vero che solo assecondando il loro sviluppo naturale, i vostri bambini arrivino tutti al livello di questi guru autistici, che di basso funzionamento non sanno nulla. Parlano di etica,ma magari non hanno figli autistici e non sono mai stati autistici a basso funzionamento . Insomma in toscana diciamo :”facile essere froci con il culo degli altri ” .Ricordate l’uso di rinforzatori di basso livello è un mezzo, non il fine.

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La top ten dei motivi che i bambini con autismo meritano ABA


The Top 10 Reasons Children With Autism Deserve ABA.

Spesso noi che sosteniamo l’ analisi del comportamento applicata ( ABA ) per i bambini con disturbi dello spettro autistico , costruiamo le nostre argomentazioni sulla base delle evidenze scientifiche a sostegno di interventi efficaci. Per le persone formate nel campo della scienza , questo potrebbe rivelarsi un edificio convincente su cui costruire un argomento . Tuttavia , il pubblico che più ha bisogno di sentire questo argomento, cioè  i genitori dei bambini , soprattutto i bambini molto piccoli , con diagnosi di autismo , provengono da varie e diverse esperienze di vita . Non vi è alcuna garanzia che dimostrando un  caso per un intervento efficace basato sulla scienza, che sta dietro l’intervento, sarà particolarmente convincente . In realtà, ci sono buone ragioni per dubitare che basando un argomento sulla scienza convinca tutti. Ad esempio , un sondaggio Gallup condotto sul 400° anniversario della nascita di Darwin ha mostrato che meno del 40% degli americani crede nell’evoluzione ( Newport, 2009) .

Questo saggio tenta di fare il caso di un intervento basato in gran parte sull’ABA andando oltre che semplicemente affermare che la scienza sostiene questo intervento . Adottando il formato, reso famoso da David Letterman, della “Top Ten List “, e illustrando la maggior parte dei punti con le storie di un bambino autistico  ( mio figlio , Ben) questo saggio cerca di fornire un caso di facile accesso per i molteplici vantaggi di intervento ABA per i bambini con autismo.

1° motivo. Individui con autismo meritano ABA perchè li può preparare ad essere i migliori sostenitori di se stessi.

2° motivo. I bambini con autismo meritano ABA perchè un giorno i loro genitori non ci saranno più.

3° motivo. I bambini con autismo meritano ABA perchè può insegnare ai genitori come rispondere al momento.

4° motivo. Le persone con autismo meritano ABA perchè consente ai loro genitori ed insegnanti di capitalizzare i loro punti di forza e preferenze.

5° motivo. I bambini con autismo meritano ABA perchè può insegnargli le competenze necessarie per fare amicizia.

6° motivo. Gli individui con autismo meritano ABA perchè è la miglior difesa contro la tirannìa delle basse aspettative.

7° motivo. I bambini con autismo meritano ABA perchè vi aiuterà ad insegnar loro a dormire tutta la notte e usare il bagno.

8° motivo. I bambini con autismo meritano ABA perchè vi aiuterà ad essere i migliori genitori che vi siano per loro.

9° motivo. I bambini con autismo meritano ABA perchè sono umani.

10° motivo. I bambini con autismo meritano ABA perchè è scientificamente provato che l’ABA funziona più di qualsiasi altro intervento o trattamento.

Insegnare Il Linguaggio Metaforico


Insegnare Il Linguaggio Metaforico – Archivio News – Spazio Asperger.

Riportato e annotato da David Vagni

 

Questo studio ha utilizzato l´apprendimento attraverso esemplari multipli per insegnare a capire le metafore a tre bambini piccoli con autismo. La procedura è efficace per tutti i partecipanti e la generalizzazione è stata riscontrata attraverso la generazione spontanea di metafore nuove. I risultati sono promettenti per un approccio comportamentale all´insegnamento del linguaggio non letterale e altre forme di conoscenza per le persone con ASD.

La ricerca ha dimostrato che i bambini con autismo hanno difficoltà nel linguaggio non letterale, come l´ironia, il sarcasmo, l´inganno, l´umorismo e le metafore. Ad oggi, pochi studi hanno cercato di risolvere questi problemi, e nessuno studio hacercato di insegnare ai bambini con autismo a capire le metafore.
Il ragionamento metaforico è un complesso comportamento verbale, ed è composto almeno dalle relazioni di coordinamento, gerarchia, e distinzione.
Lo scopo di questo studio era quello di valutare la formazione attraverso esemplari multipli per l´insegnamento delle metafore in modo da consentire ai bambini ASD di evidenziare le caratteristiche rilevanti del contesto in cui viene utilizzata una metafora ed impegnarsi nella risposta relazionale richiesta.
I partecipanti erano 3 bambini di età compresa tra i 5 ed i 7 anni.
I risultati suggeriscono che la formazione ad esemplari multipli è efficace nell´insegnamento ai bambini con autismo della comprensione delle metafore. Inoltre, è stata osservata la generalizzazione attraverso la produzione di metafore non insegnate direttamente.

 

Il linguaggio metaforico è una forma di linguaggio figurativo che si caratterizza per la distribuzione e l´uso delle metafore nel linguaggio di tutti i giorni. In linguistica, le metafore sono definite come associazioni non letterali tra concetti basate sul confronto.
La struttura complessa delle metafore richiede la capacità di ragionamento astratto rispetto ad un termine o un argomento relativamente a un altro termine o argomento, al fine di identificare le analogie simboliche tra i due. Questo tipo di ragionamento astratto è importante perché l´uso del linguaggio metaforico è diffusissimo nella società e svolge un ruolo significativo nella communicazione. L´incapacità di comprendere le metafore è probabile quindi che riduca l´adattamento sociale.

 

La maggior parte delle ricerche sul linguaggio metaforico in individui con ASD affronta il tema da un punto di vista neurocognitivo, in cui il deficit di linguaggio metaforico è fatto risalire ad una disfunzione nei meccanismi neurolinguistici sottostanti. Dal momento che non è ancora possibile intervenire a livello di questi ipotetici meccanismi neurali (e non è detto che lo sarà mai), è necessario affrontare il problema da un punto di vista diverso.

 

Da un punto di vista comportamentale, seguendo la Relational frame theory (una teoria comportamentale di terza generazione), le metafore sono considerate un comportamento appreso ed i vari modi in cui un individuo può mettere in relazione due idee è chiamato “frame relazionale”. Questa capacità è concettualizzata come un comportamento operante generalizzato, passibile di apprendimento tramite una storia di formazione con esemplari multipli.

 

Tre frame relazionali sono particolarmente rilevanti per linguaggio metaforico: il coordinamento, la gerarchia, e la distinzione. La relazione di coordinamento è il comportamento atto a mettere in relazione due o più stimoli come simili o uguali. Ad esempio, si potrebbe riguardare la parola (vocale), “mela”, e una mela reale come simili. La relazione di distinzione è il comportamento atto a mettere in relazione uno stimolo come diverso da un altro. Ad esempio, si potrebbe riguardare una mela come diverso da una roccia. La relazione di gerarchia è il comportamento atto a mettere in relazione uno stimolo ad altri stimoli che “ne fanno parte.” Ad esempio, la parola “mammifero” è legata alle parole “cane”, “delfino” e “balena”, nel senso che tutti e tre sono esempi di mammiferi. L´idea che una cosa o stimolo abbia delle “caratteristiche” coinvolge una gerarchica relativa. Ad esempio, lo stimolo, “mela”, può essere correlato a “frutta”, “si può mangiare” e “cresce sugli alberi”, nel senso che tutte e tre sono caratteristiche delle mele.

 

Le metafore sono il chiamare una cosa (“bersaglio”) in modo diverso dal nome reale (“veicolo”). Ad esempio, dopo aver mangiato una mela particolarmente dolce, si potrebbe dire, “Questa mela è una caramella.” Secondo l´analisi RFT, il bersaglio e le sue proprietà sono correlate in termini di gerarchia. Per comprendere una metafora, uno osserva la prima destinazione determinandone le proprietà (ad esempio, una mela ha diverse caratteristiche, tra cui la dolcezza). Si deve poi osservare il veicolo (ad esempio, una caramella ha diverse caratteristiche, tra cui la dolcezza). Comprendere la metafora riguarda quindi l0individuare la proprietà che è simile tra l´obiettivo e il veicolo. In questo caso, sia la mela che la caramella sono dolci, così la metafora: “Questa mela è una caramella”, significa che la mela ha un sapore particolarmente dolce.  Continua su spazioasperger.it

Scuole ABA


Aba Schools.    abaschoolsuk

ABA scuole del Regno Unitorappresenta un gruppo di enti di beneficenza registrati nel Regno Unito ruotanti attorno a scuole diurne indipendenti che forniscono formazione specialistica per i bambini con disturbi dello spettro autistico e disturbi della comunicazione correlati. Tra noi abbiamo attualmente 99 alunni di età compresa tra i 5 – 19 anni.

Nelle nostre scuole ABA applichiamo i principi scientifici dell’ Analisi Comportamentale Applicata per fornire il curriculum nazionale, insegnare la comunicazione funzionale e abilità di vita e per aiutare i nostri studenti a raggiungere il massimo potenziale.

Le scuole sono state fondate separatamente da gruppi di genitori di bambini con autismo e lavorano in stretta collaborazione. Ognuna di esse fornisce un’offerta formativa specialistica, che permette ai bambini con autismo di condurre una vita gratificante e appagante. Gli studenti beneficiano di singoli programmi di apprendimento e di insegnamento 1:1 in modo che ogni bambino possa progredire a un ritmo suo proprio e lavorare verso il raggiungimento del massimo potenziale.

INTERVENTI COGNITIVO COMPORTAMENTALI PER ADULTI CON AUTISMO


INTERVENTI COGNITIVO COMPORTAMENTALI PER ADULTI CON AUTISMO.

Pubblico una nota di Letizia Bernardi Cavalieri che raccoglie vari studi scientifici pubblicati su Pubmed

Gli individui con disturbi dello spettro autistico (ASD) trascorrono la maggior parte della loro vita come adulti e gli interventi psicosociali sono risultati molto promettenti nel migliorare la qualità di vita di questa popolazione di adulti con autismo.

Una ricerca pubblicata nel 2012, su Journal of Autism and Developmental Disorders, sviluppata dalla School of Social Work, dell’University of Pittsburgh, negli USA, ha analizzato una revisione sistematica di tutti gli studi che hanno nel tempo osservato e valutato gli interventi psicosociali per gli adulti autistici.  I risultati confermano che gli effetti del trattamento psicosociale anche negli adulti autistici sono stati molto positivi. Peraltro questo tipo di strategie educative sono risultate efficaci anche in altre forme di psicopatologie presenti nelle persone con disabilità intellettiva (ID), autismo (ASD) e altre disabilità dello sviluppo (DD).

Altre revisioni sistematiche e meta-analisi di confronto tra i  trattamenti psicosociali, quelli farmacologici e anche di altro tipo, condotte dal Dipartimento di Psicologia, della City University di New York, pubblicate su una rivista canadese di Psichiatria: Canadian Journal Psychiatry,  nell’Ottobre del 2012, hanno dimostrato l’inequivocabile efficacia delle tecniche cognitivo-comportamentali rispetto ad ogni altro tipo di trattamento finora studiato. C’è una forte evidenza clinica che suggerisce l’utilità dell’applicazione dell’ Applied Behavior Analysis (ABA) e di altri trattamenti comportamentali in alcune forme di disturbi psicologici. Ci sono prove conclamate a sostegno della migliore efficacia della terapia cognitivo-comportamentale, degli interventi sensoriali e di altre forme di interventi psicosociali rispetto ad ogni tipo di intervento farmacologico.

Recentemente infatti sono stati pubblicati studi controllati randomizzati (RCT) di psicofarmacologia, in particolare nelle persone con disturbi dello spettro autistico. La maggior parte degli studi sono stati indagati per comprendere come affrontare i comportamenti-problema, piuttosto che soffermarsi sulla psicopatologia. Questi studi hanno promosso le tecniche cognitivo comportamentali e hanno rilevato un supporto soltanto momentaneo nell’efficacia della farmacoterapia.

Finora, oltre all’intervento cognitivo comportamentale, gli studi clinici sostengono che soltanto una dieta priva di latticini e glutine si è rivelata un supporto essenziale per modificare i comportamenti problematici nell’autismo (Frontiers in Human Neuroscience nel 2012 ha pubblicato infatti uno studio di Whiteley P , P Shattock,  ed altri dal titolo “Intervento dietetico senza glutine e caseina per  condizioni dello spettro autistico”). Ma anche su questo sono state osservate differenze individuali ancora non del tutto chiarite dalla ricerca.

La ricerca attuale supporta invece dichiaratamente l’uso dell’Applied Behavior Analysis (ABA) e di altri interventi cognitivo-comportamentali per alcune forme di psicopatologia.

Quello che connota la differenza nei risultati, in un programma d’intervento cognitivo-comportamentale, è l’aderenza precisa alle tecniche.

Moore TR ed altri, dell’ Università del Minnesota, a Minneapolis, hanno condotto uno studio, pubblicato su Behavior Modification nel novembre 2011, studio che ha osservato come  i genitori dei bambini con  Disturbo dello Spettro  Autistico fossero aderenti alle istruzioni ricevute nell’utilizzo delle strategie di gestione, sia nell’insegnare nuove competenze che nell’ affrontare i problemi di comportamento, dopo essere stati precedentemente istruiti con  un programma di formazione standardizzato basato sui principi cognitivo-comportamentali dell’ Applied Behavior Analysis (ABA).

I genitori osservati hanno riportato, come descritto nello studio, la padronanza di alcuni criteri di adesione in almeno cinque delle sei aree di competenza.

Tre variabili indipendenti erano significativamente correlate al criterio di adesione:

1) adesione alle tecniche perché l’efficacia del trattamento era percepita come un comportamento in grado di influire sul cambiamento nel figlio,

2) fiducia nell’intervento come capace di produrre cambiamenti significativi,

3) convinzione che l’utilizzo delle tecniche poteva produrre una migliore accettazione del bambino nella famiglia e nella comunità.

La corretta aderenza alle tecniche cognitivo- comportamentali anche per gli autistici adulti, come presa in carico della persona, ha assolutamente migliorato la qualità della vita delle persone autistiche e dei loro familiari.

Referenze:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22825929

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23072950

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21885470

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23316152

Essere o non essere BCBA?


clicca su↓ ESSERE O NON ESSERE BCBA e scarica

Abstract:

Chi è qualificato?

Spesso il trattamento comportamentale intensivo per bambini con autismo è fornito da staff paraprofessionale che lavora sotto la supervisione di un professionista più qualificato e con più esperienza. In alcuni casi, l’efficacia del trattamento dipende dall’abilità del paraprofessionista che insegna al bambino.

Purtroppo, i genitori dei bambini con autismo sono disperati. Le scuole inoltre esercitano tremende pressioni. Non ci sono semplicemente abbastanza professionisti che forniscono l’intervento necessario. Spesso, ci si dovrebbe ritenere fortunati nell’avere un educatore volenteroso. Se poi è pratico di ABA e autismo sarebbe un vantaggio fantastico! La realtà è che essere meramente pratici non è sufficiente perfino per il professionista più motivato.

Come può fare un genitore o una scuola a sapere se un dato professionista è qualificato per fornire intervento comportamentale intensivo a bambini con autismo? E’ qualificato se ha soltanto un Bachelor(ndr. il Bachelor dovrebbe essere l’equivalente della nostra laurea breve)? Un Master o un Dottorato lo rendono più qualificato? L’esperienza pratica è più importante dell’educazione formale? Quanti anni di esperienza sono necessari per essere considerati qualificati? Che tipo di esperienza dovrebbe avere? Chei tipo di formazione è necessaria? Cosa dovrebbe comprendere il training e quali dovrebbero essere gli argomenti utili? Si dovrebbe considerare l’esperienza del supervisore che fornisce training al professionista?

Sentenza Consiglio di Stato n° 5194-2012


Sentenza CdS n_ 5194-2012

In questa sentenza ritroviamo tutti i riferimenti normativi che riguardano gli alunni con disabilità, in questo particolare caso un alunno con autismo, che ha diritto ad avere un educatore specializzato in ABA e gli ausili informatici necessari e richiesti dagli specialisti, che il comune ha l’obbligo di fornire, sia in orario scolastico che extrascolastico. In particolare per i soggetti con gravità certificata che hanno diritto al rapporto 1:1 i giudici riferiscono che

“E’ in atti anche la nota in data 8 agosto 2010 dell’U.O. Tutela Salute Mentale e Riabilitazione Età Evolutiva – Distretto H2 – Genzano di Roma della A.U.S.L. Roma H, da cui si evince la necessità di integrare l’insegnante di sostegno con un’assistenza specialistica educativa (“…in modo che sia sempre presente un operatore con rapporto 1/1”), pur dando atto del venir meno della necessità dell’assistenza di base, avendo il bambino acquisito tali autonomie.

Interessante l’analisi fatta dall’avv. Marcellino http://www.studiolegalemarcellino.it/attachments/article/256/Consiglio%20di%20Stato%20condanna….pdf

Ole Ivar Lovaas


Simpson:
Rispetto ai bambini ed ai giovani autistici, come
vorrebbe essere ricordato? Cioè, se un giorno uno studente dovesse
scrivere una tesi sulle figure storiche che hanno segnato lo sviluppo dei
programmi di intervento sui soggetti autistici, e Lei venisse menzionato
nello studio, come vorrebbe essere descritto?

Lovaas:
Vorrei essere ricordato nella tradizione degli empiristi come
Locke e Hume e degli educatori come Itard, Kephart e Montessori. Vorrei
essere ricordato in quell’ambito, come una persona che credeva moltissimo
nel potere dell’ambiente nello sviluppare il comportamento umano. Si
potrebbe citare anche Skinner in questo quadro, egli è oggi il portavoce più
famoso di questo orientamento. Vorrei essere ricordato in questa cornice,
come una persona che lavorò per liberare chi era schiavo della propria
mente. Vorrei anche essere ricordato come una persona che sfidò la
nozione che alcune variabili che ritenevamo stabili e costanti, come il QI e
l’autismo, non sono in realtà così immodificabili come molti pensavano.

Progetto AuReA – Autismo Una Rete di Aiuti


Progetto AuReA – Autismo Una Rete di Aiuti.

Il progetto AuReA (acronimo di Autismo una Rete di Aiuti) è un progetto che nasce per dare supporto ai bambini autistici e ai loro genitori basandosi sull’approccio ABA (Applied Behaviour Analysis).

La filosofia su cui poggia questo progetto è di condivisione.
Condividere per poter supportare i genitori dei bambini autistici e per dare delle possibilità a chi crede di non averne piu’.
L’area degli esercizi, disponibile gratuitamente a tutti, offre un valido supporto strumentale e metodologico.

Il progetto AUREA nasce dalla volontà e dall’unione di diversi soggetti:
AREA G.C.A Onlus. Associazione di genitori con figli affetti da patologia autistica
– La Dr.ssa Adriana Pippione. Psicologa e Supervisor Programmi Educativi ABA/VB
PCM srl

Il progetto consiste in un percorso formativo che vuole promuovere la conoscenza e l’utilizzo di esercizi educativi specifici basati sull’approccio ABA mirati ad aiutare quelle famiglie di soggetti autistici che non hanno accesso ad un intervento/percorso con l’aiuto di un professionista ABA.
L’obiettivo generale del progetto è quindi incoraggiare il modello di intervento ABA per il trattamento dell’autismo.

PIVOTAL RESPONSE TRAINING – Come insegnare i comportamenti essenziali ai bambini autistici


PIVOTAL RESPONSE TRAINING

abstract

Questo manuale è stato fatto  per essere applicato ad una vasta gamma di persone.

Gli esempi portati si concentrano sulle interazioni familiari tra individui con autismo ed i loro genitori ed  illustrano l’applicabilità da parte della comunità di queste procedure. La ricerca originale era stata comunque condotta con studenti universitari, logopedisti ed insegnanti che stavano lavorando con bimbi autistici non verbali e seriamente compromessi. La ricerca successiva è stata poi  condotta con bimbi più grandi ed adulti con handicap che erano sia verbali che non. Le procedure di trattamento variavano a seconda dei genitori, degli insegnanti, dei psicologi, dei pediatri e degli  operatori sociali.

Noi rivolgiamo pertanto l’uso di questo manuale a studenti, insegnanti, logopedisti, psicologi, ed altri che interagiscono o  con  soggetti autistici o con altri con handicap gravi, a tutte le età e livelli cognitivi.

I comportamenti target che si prevedeva di modificare nella ricerca condotta erano nell’ambito  comunicativo, il comportamento sociale e la risposta distruttiva.

CARD eLearning™: ABA Training in the Treatment of Autism


CARD eLearning™: ABA Training in the Treatment of Autism.

E-Learning CARD ™ è un corso di 40 ore di formazione on-line progettato per facilitare l’intervento efficace per i bambini con autismo dotando gli utenti con conoscenze fondamentali in ABA (Applied analisi del comportamento), autismo e ricerca-intervento tecniche collaudate.

 

 

Intervento comportamentale intensivo precoce: esiti per bambini con autismo e genitori dopo due anni


Studio europeo del 2008 sull’ABA, sugli effetti nei bambini e sui loro genitori.

 

Abstract

E’ stato identificato un gruppo d’intervento (n=23) di bambini in età prescolare con autismo sulla base della preferenza dei genitori per un intervento di tipo comportamentale intensivo precoce, mentre un gruppo di controllo (n=21) ha continuato ad essere sottoposto al consueto trattamento disponibilie. Una valutazione prospettica è stata effettuata prima dell’inizio del trattamento, dopo un anno e ancora 2 anni si sono osservate differenze significative a favore dell’intervento comportamentale intensivo nelle misurazioni di intelligenza, linguaggio, abilità di vita quotidiana, comportamento sociale positivo, oltre  a una differenza statistica nella misura delle migliori prestazioni. Misure del benessere dei genitori, raccolte negli stessi tre intervalli di tempo, non hanno evidenziato che l’intervento comportamentale fosse stato cusa di un’esacerbazione delle problematiche né per le madri né per i padri dei bambini in trattamento.

 

Questo studio è stato finanziato tramite una sovvenzione dell’Health Foundation”, Regno Unito (http://www.health.org.uk/). Gli autori sono molto grati per il generoso supporto al progetto. Un consorzio di 11 Autorità Educative Locali nel Sud dell’Inghilterra inclusi Southampton, Maidenhead e Windsor, Poole, Brighton e Hove, Wokingham, Wiltshire e Bournemouth, ha finanziato gli interventi dell’Università di Southampton per 13 bambini nel gruppo d’intervento. I restanti 10 bambini in quel gruppo sono stati seguiti da PEACH, the London Early Autism Program e dall’UK-Young Autism Programme. Gli autori ringraziano per il supportro collaborativo, sia finanziario sia pratico, tutti questi enti, senza i quali lo studio qui riportato non sarebbe stato possibile. Qualsiasi opinione qui espressa appartiene agli autori e non è necessariamente avallata dagli sponsor della ricerca o dai collaboratori. Francesca degli Espinosa ha avuto la funzione di supervisore senior ed Erik Jahr di consulente esterno per l’intervento dell’Università di Southampton. Gli autori ringraziano: Ruth Littleton, Sophie Orr e Penny Piggott che, con Paula Alsford e Monika Lemaic, hanno fatto da supervisori al team dell’Università di Southampton; Corinna Grindle che ha contribuito con le analisi d’affidabilità; e Catherine Carr, che ha offerto un favoloso supporto amministrativo e logistico al team.

download →aba outcomes pdf

Esiti di interventi psico-educativi comprensivi per bambini piccoli con autismo


Abstract

Questo studio valuta la ricerca psico-educativa comprensiva sull’intervento precoce in bambini con autismo. Sono stati identificati 25 studi esito. Venticinque studi valutarono il trattamento comportamentale, 3 studi valutarono il TEACCH e 2 studi valutarono The Colorado Health Sciences Project. Gli studi esito sono stati valutati in accordo al loro valore scientifico, e successivamente secondo il magnitudo dei risultati documentati negli studi. Basati sull’evidenza disponibile, sono state date raccomandazioni di trattamento e sono stati suggeriti parametrri pratici.

 

download →EIKESETH 2008 pdf

Qualche informazione sull’analisi funzionale


Sono riluttante a diffondere qualsiasi sorta di informazione sull’analisi funzionale
perchè condotta appropriatamente, in sicurezza ed eticamente, con comportamenti
aggressivi, auto-lesivi o altri comportamenti indesiderati, è una delle più importanti
responsabilità di qualsiasi analista del comportamento. Ovviamente e
sfortunatamente senza incontrare uno studente, non posso eticamente o
correttamente consigliare cosa fare a proposito di un particolare comportamento.
Comunque posso forse offrire alcune idee e risorse per comprenderla.
Prima di tutto, è difficile avere una buona definizione operazionale del
comportamento. Il comportamento dovrebbe essere descritto esattamente così che
ognuno sia coerente nell’identificarlo. Il comportamento indesiderato quasi sempre
si verifica per apprendimento, e potrebbe essere pericoloso per lo studente, per le
persone intorno a lui o per l’ambiente. Il primo passo, dopo essersi assicurati che lo
studente, quelli intorno a lui e l’ambiente sono al sicuro, è determinare la funzione
del comportamento. Tutti i comportamenti hanno sempre una funzione; il
comportamento non si verifica per caso o senza ragione. Identificare la funzione del
comportamento è chiaramente il più grande ostacolo, finchè non la si conosce, non
può essere identificato e implementato un intervento rilevante ed efficace.

Download →Princìpi sull’analisi funzionale

Il comportamento potrebbe avere una funzione o funzioni multiple. Studiare il
comportamento scientificamente è il solo modo per chiarire quali funzioni operano
in quali situazioni e, quindi, determinare il modo più appropriato ed efficace per
intervenire.

Manuale di addestramento al Verbal Behavior(comportamento verbale) della Mariposa School, per operatori.


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Pubblichiamo, grazie ad ippocrates.it per la concessione, il manuale di addestramento per operatori della Mariposa School tratto da seminari sul comportamento verbale. Ottimo per tutti, professionisti e genitori che possono imparare come aiutare il proprio bambino dai consigli pratici di questo manuale che può risultare anche una sorta di parent training autogestito. Un grosso aiuto per tutti coloro che si apprestano ad insegnare ad un bambino con autismo. Scarica il MANUALE DI ADDESTRAMENTO PER OPERATORI e buon lavoro! 🙂