Accattativi u libru di Nicoletti


Libro | Una notte ho sognato che parlavi.Adobe Photoshop PDF Così ho imparato a fare il padre di mio figlio autistico

Questo blog che ha un titolo presuntuoso trova la sua genesi nella vita della famiglia con autismo. Gianluca Nicoletti arriva a rappresentarne tutti gli aspetti, fino a quelli più intimi e familiari, senza vittimismo e senza invocare quel compassionevole amore curativo nella bocca di chi non trova altra soluzione possibile, forse per impotenza, forse per incompentenza, forse no. Questo amore dei paesi latini o mezzolatini ci ha portato alla prevalenza della psicodinamica o peggio della psicanalisi ( vedi Francia) mentre i Paesi anglosassoni sono stati più pragmatici (ed ora li rincorriamo) guardando a ciò che è realmente misurabile e verificabile attraverso i comportamenti e non fantasiosamente tracciabile su ipotesi di pensiero immaginabile. Forse che gli anglosassoni non sono capaci di amare? Suvvìa…Noi abbiamo giustamente ripudiato le scuole speciali che erano ghetti manicomiali, ma solo perchè si praticava il laissez faire con l’holding, loro invece hanno creato dei luoghi abilitativi di eccellenza, non dico che bisogna tornare indietro, anch’io penso che per i nostri figli sia meglio un contatto con i neurotipici(anche se è un pò psicodinamico) ma nella realtà in questo la scuola italiana ha fallito. Noi in teoria abbiamo avuto la Montessori, loro lo mettono in pratica. Questo è ad esempio una scuola fondata da genitori, http://www.stepbystepschool.org.uk/teaching.html, che mi impegnerei a replicare con la giusta collaborazione(un sogno?), perchè no anche pomeridiana dopo aver frequentato i depositi mattutini. Un progetto che suggerirei a Nicoletti. Anche con qualche “tatuato” :).

Grazie per la dedica Gianluca enzo-e-ruben fotodedica

Il libro lo trovate già e la sua presentazione ufficiale avverrà martedì 5 Marzo (cliccate qui) per maggiori info. Fra gli intervenuti ci sarà il dott. ing. Giovanni Pioggia che potete vedere nel video sotto.

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INTERVENTI COGNITIVO COMPORTAMENTALI PER ADULTI CON AUTISMO


INTERVENTI COGNITIVO COMPORTAMENTALI PER ADULTI CON AUTISMO.

Pubblico una nota di Letizia Bernardi Cavalieri che raccoglie vari studi scientifici pubblicati su Pubmed

Gli individui con disturbi dello spettro autistico (ASD) trascorrono la maggior parte della loro vita come adulti e gli interventi psicosociali sono risultati molto promettenti nel migliorare la qualità di vita di questa popolazione di adulti con autismo.

Una ricerca pubblicata nel 2012, su Journal of Autism and Developmental Disorders, sviluppata dalla School of Social Work, dell’University of Pittsburgh, negli USA, ha analizzato una revisione sistematica di tutti gli studi che hanno nel tempo osservato e valutato gli interventi psicosociali per gli adulti autistici.  I risultati confermano che gli effetti del trattamento psicosociale anche negli adulti autistici sono stati molto positivi. Peraltro questo tipo di strategie educative sono risultate efficaci anche in altre forme di psicopatologie presenti nelle persone con disabilità intellettiva (ID), autismo (ASD) e altre disabilità dello sviluppo (DD).

Altre revisioni sistematiche e meta-analisi di confronto tra i  trattamenti psicosociali, quelli farmacologici e anche di altro tipo, condotte dal Dipartimento di Psicologia, della City University di New York, pubblicate su una rivista canadese di Psichiatria: Canadian Journal Psychiatry,  nell’Ottobre del 2012, hanno dimostrato l’inequivocabile efficacia delle tecniche cognitivo-comportamentali rispetto ad ogni altro tipo di trattamento finora studiato. C’è una forte evidenza clinica che suggerisce l’utilità dell’applicazione dell’ Applied Behavior Analysis (ABA) e di altri trattamenti comportamentali in alcune forme di disturbi psicologici. Ci sono prove conclamate a sostegno della migliore efficacia della terapia cognitivo-comportamentale, degli interventi sensoriali e di altre forme di interventi psicosociali rispetto ad ogni tipo di intervento farmacologico.

Recentemente infatti sono stati pubblicati studi controllati randomizzati (RCT) di psicofarmacologia, in particolare nelle persone con disturbi dello spettro autistico. La maggior parte degli studi sono stati indagati per comprendere come affrontare i comportamenti-problema, piuttosto che soffermarsi sulla psicopatologia. Questi studi hanno promosso le tecniche cognitivo comportamentali e hanno rilevato un supporto soltanto momentaneo nell’efficacia della farmacoterapia.

Finora, oltre all’intervento cognitivo comportamentale, gli studi clinici sostengono che soltanto una dieta priva di latticini e glutine si è rivelata un supporto essenziale per modificare i comportamenti problematici nell’autismo (Frontiers in Human Neuroscience nel 2012 ha pubblicato infatti uno studio di Whiteley P , P Shattock,  ed altri dal titolo “Intervento dietetico senza glutine e caseina per  condizioni dello spettro autistico”). Ma anche su questo sono state osservate differenze individuali ancora non del tutto chiarite dalla ricerca.

La ricerca attuale supporta invece dichiaratamente l’uso dell’Applied Behavior Analysis (ABA) e di altri interventi cognitivo-comportamentali per alcune forme di psicopatologia.

Quello che connota la differenza nei risultati, in un programma d’intervento cognitivo-comportamentale, è l’aderenza precisa alle tecniche.

Moore TR ed altri, dell’ Università del Minnesota, a Minneapolis, hanno condotto uno studio, pubblicato su Behavior Modification nel novembre 2011, studio che ha osservato come  i genitori dei bambini con  Disturbo dello Spettro  Autistico fossero aderenti alle istruzioni ricevute nell’utilizzo delle strategie di gestione, sia nell’insegnare nuove competenze che nell’ affrontare i problemi di comportamento, dopo essere stati precedentemente istruiti con  un programma di formazione standardizzato basato sui principi cognitivo-comportamentali dell’ Applied Behavior Analysis (ABA).

I genitori osservati hanno riportato, come descritto nello studio, la padronanza di alcuni criteri di adesione in almeno cinque delle sei aree di competenza.

Tre variabili indipendenti erano significativamente correlate al criterio di adesione:

1) adesione alle tecniche perché l’efficacia del trattamento era percepita come un comportamento in grado di influire sul cambiamento nel figlio,

2) fiducia nell’intervento come capace di produrre cambiamenti significativi,

3) convinzione che l’utilizzo delle tecniche poteva produrre una migliore accettazione del bambino nella famiglia e nella comunità.

La corretta aderenza alle tecniche cognitivo- comportamentali anche per gli autistici adulti, come presa in carico della persona, ha assolutamente migliorato la qualità della vita delle persone autistiche e dei loro familiari.

Referenze:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22825929

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23072950

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21885470

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23316152

Chi può ricevere un trattamento ABA?


La strategia migliore per una buona prognosi abilitativa per un individuo con diagnosi dello spettro autistico è l’intervento comportamentale precoce ed intensivo,  il cosidetto EIBI(Early intensive behavioral intervention), i più tecnici aggiungono comprensivo. Ma qualora ciò non fosse stato possibile è troppo tardi? Riporto un breve aneddoto estratto da facebook-ovviamente sono stato autorizzato-come testimonianza che è possibile implementare un intervento comportamentale  a qualunque età.

Enzo- Ciao Sara, grazie per aver accettato l’invito ad entrare nel gruppo.

Enzo- Ve la presento: Sara è una mamma ed una senior tutor aba molto esperta che ho voluto invitare nel gruppo perchè ci raccontasse un pò di una cosa che mi accennò tempo fa circa la presa in carico di un uomo, che adesso ha 35 anni, con autismo che ha iniziato un intervento comportamentale ABA da due anni circa. Fatto più unico che raro in Italia e forse anche nel resto del mondo. Ne abbiamo parlato al telefono e le ho chiesto se volesse parlarne anche qua ed ha accettato. Grazie!

Sara- Grazie a te dell’invito. Vi racconto volentieri. M. è un uomo di 35 anni con autismo. Delle colleghe l’hanno preso in carico circa 2 anni fa e i progressi sono stati tanti. chiaramente gli obbiettivi sono tarati sulle sue necessità. M. lavora su autonomie, desensibilizzazione, comportamenti problematici, alcune abilità cognitive. Pensate che M. portava sempre lo stesso paio di scarpe ed andava di matto se glie ne venivano messe altre (i genitori erano costretti a cercare sempre lo stesso tipo quando quelle vecchie si usuravano). Ad oggi non esistono più questi problemi. Voleva fare la doccia con le scarpe; oggi riesce a fare la doccia come qualsiasi altra persona e soprattutto a piedi nudi. Ha imparato a gestirsi in maniera autonoma in bagno, a farsi la barba. ad accettare di NON portare sempre con se la sua adorata borsa. Non tollerava le maglie con i bottoni tanto da strapparsele di dosso. Oggi non ha più problemi e soprattutto non da fuori di testa se gli viene chiesto di mettere una camicia. Era abbastanza ecoico; oggi usa alcune parole in maniera funzionale. Ha imparato a leggere le sillabe e a tenere in mano le matite per disegnare….la situazione per la famiglia è decisamente migliorata anche se c’è tanto e ci sarebbe tanto da fare. Tutto questo per dirvi che l’ABA può essere applicato a qualsiasi età; sottolineo però che devono essere decisi obbiettivi funzionali e perseguibili per la persona….noi non facciamo miracoli, a quelli ci pensa Dio!

Enzo- Penso che con M. essendo un uomo di 35 anni avranno tentato in passato a correggere questi comportamenti o a lavorare sulle autonomie o a cercare di aumentare o stimolare il linguaggio vocale, o magari non si pensava che potesse essere in grado di leggere, che è propedeutico anche per scrivere!?