Ad Agrigento sembra impossibile che possa attecchire nei cuori dei politici il nostro urlo: -“nulla su di noi, senza di noi”!

Partiamo dal primo punto: sono stati avviati due centri diurni per l’autismo da diversi anni primariamente lontani dal capoluogo, e vabbè! Pare si avvii l’apertura di un terzo centro diurno già accreditato presso il DASOE ma ancora non convenzionato, almeno ufficialmente. E dove sarà allocato? Ma nella sede della cooperativa che si è accreditata, ad Aragona, meno male che non aveva sede a “Carrapipi”! O forse no, sarebbe stato meglio.

Appare chiaro(almeno a noi) che dovrebbe essere ubicato ad Agrigento per mille motivi; quale sede del distretto sanitario, città con il maggior numero di utenti purtroppo che saranno certamente la maggioranza di quelli che saranno inseriti, se verranno rispettati i numeri, e che quindi avranno l’onere di spostarsi giornalmente con ulteriore aggravio di sofferenza a utenti e famiglie già provate, e aggravio di spese per rimborso spese di trasporto disabili fuori comune verso i centri di riabilitazione.

Con quale criterio l’ASP permetta l’apertura di un centro diurno in convenzione in una location periferica anziché nel focolaio principale non è dato sapere. É stata controllata l’esperienza sull’autismo, c’è stata una manifestazione d’interesse tra operatori specializzati, hanno dato dimostrazione di conoscere le linee guida sanitarie sull’autismo, conoscono il piano regionale sull’autismo e gli accordi stato-regione, saranno implementati i PDTA sull’autismo e i PTI?

Secondo punto: l’ASP 1 ha accantonato nel 2021 in seguito ad un articolo di legge regionale del 2019 lo 0,2% del proprio bilancio in favore dei budget di salute per i progetti terapeutici individualizzati per la salute mentale di comunità. Ci si chiede perché, benché un articolo, il 25 della legge regionale del 2005, obblighi ad accantonare almeno lo 0.2% del bilancio per l’autismo, ciò non avvenga e non sia mai avvenuto invece come per il ben più recente budget di salute?

Sarebbero risorse molto necessarie per implementare e dare seguito al piano unitario per l’autismo, creando, oltre ai centri diurni non sufficienti a dare servizi ai circa 580 autistici censiti al 2020 dalla NPIA dell’ASP di Agrigento(i ritmi di crescita fanno pensare che al 2021 dovrebbero essere circa 700), i servizi territoriali domiciliari che una delibera aveva individuato ma mai messa in pratica.

Per i servizi territoriali il suggerimento è fare riferimento a quanto fatto dall’ASP 3 di Catania.

Terzo punto: perché non si da avvio ad una manifestazione di interesse, da parte sempre dell’ASP 1, per il convezionamento di un centro residenziale per l’autismo a completamento del piano unitario e dare continuità e dignità all’autismo adulto non ancora preso in seria considerazione dal Dipartimento di salute mentale. Perché, dr. Zappia(commissario straordinario ASP 1), seppur richiesto diverse volte da vitAutismo, non ci ha mai auditi?

La sensazione di essere sudditi buoni per servire ad una cooperativa anziché soggetti fragili da sostenere e supportare ancora oggi non riesce ad abbandonarci.

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