fonte: Siciliaverde magazine

La Regione punta sul welfare rurale e sul ruolo sociale dell’agricoltura. Lo fa però solo a metà. Dal punto di vista normativo si è fermata alla definizione dell’attività, riprendendo quanto già definito nella legge quadro nazionale approvata nel 2015.

Dal punto di vista operativo va molto più veloce, tant’è che è di questi giorni (1° luglio) la pubblicazione di due bandi del Psr Sicilia dedicati all’agricoltura sociale, ciascuno con una dotazione di 5 milioni di euro: il primo si riferisce alla sottomisura 6.4a, che prevede aiuti in regime de minimis a “Supporto alla diversificazione dell’attività agricola verso la creazione e sviluppo di attività extra-agricole”. Mentre il secondo, che è riconducibile alle attività di cooperazione previste dal Psr Sicilia 2014-2020, fa riferimento alla sottomisura 16.9 e prevede il finanziamento al cento per cento di progetti condotti da più soggetti (sotto forma di poli o di reti) “volti ad avviare rapporti stabili di collaborazione intersettoriale tra agricoltori, enti pubblici, enti gestori del territorio ed altri soggetti privati finalizzati a sostenere la diversificazione delle attività agricole, in favore dello sviluppo sostenibile e della crescita economica, occupazionale, etica, sociale e turistica delle zone rurali, nonché a garantire una maggiore interazione tra i settori agricolo e forestale e il settore dell’istruzione e del terziario”.

«L’agricoltura sociale – afferma l’assessore regionale all’agricoltura Edy Bandiera – è la nuova frontiera delle politiche di diversificazione dell’economia rurale, favorita dall’Unione Europea, insieme all’agriturismo e alle fattorie didattiche. I due bandi sono tra loro sinergici e per la prima volta si potrà partecipare esclusivamente in digitale per conseguire semplificazione, dematerializzazione degli atti e totale trasparenza».

In entrambi i bandi il ruolo centrale è quello delle aziende agricole: almeno una deve fare parte dei partenariati ammessi a partecipare al bando della sottomisura 16.9 in cui i progetti vengono finanziati al 100%. Sempre le aziende agricole sono destinatarie del sostegno pari al 75% della spesa ammissibile, fino a un massimo di 150mila euro previsto dalla sottomisura 6.4a, grazie al quale si potranno adeguare impianti, abbattere barriere architettoniche e acquistare attrezzature per rendere gli spazi idonei all’accoglienza di soggetti con disabilità.

Ma quali attività si possono realizzare in un’azienda agricola in favore delle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione? Le possibilità sono innumerevoli e nel bando ne sono citate parecchie. Si va dall’inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati, soggetti con problemi di dipendenze quali alcolisti e tossicodipendenti, ex-alcolisti, ex-tossicodipendenti, persone con disabilità psico fisica, sensoriale e intellettiva e con disturbi dello spettro autistico; alla somministrazione di tirocini e/o formazione professionale aziendale e/o budget di salute che possono costituire una risorsa per il processo di inclusione socio lavorativa degli utenti con disabilità. C’è poi l’assistenza e la riabilitazione delle persone con disabilità fisica/psichica/intellettiva e con disturbi dello spettro autistico, attraverso attività a valenza terapeutica o di co-terapia, quali ortoterapia, pet-therapy, ippoterapia, onoterapia e la fornitura di servizi e prestazioni educative, formative, sociali e rigenerative e di accoglienza rivolte alle persone fragili o con particolari esigenze, come anziani, bambini, minori e giovani, in condizioni di particolare disagio familiare. E ancora: alloggi sociali “social housing” e comunità residenziali “cohousing”, in cui fornire esperienze di crescita verso itinerari di autonomia e integrazione sociale.

Un occhio di riguardo, poi, per l’autismo. Nelle fattorie sociali si possono realizzare progetti di formazione per l’inclusione socio lavorativa di minori, adolescenti e adulti con disabilità intellettiva e disturbi dello spettro autistico, inseriti in centri diurni e o residenziali. 

«I due bandi – ricorda Bandiera – hanno visto la preziosa collaborazione al tavolo della Governance per l’agricoltura della Garante Regionale per le persone con disabilità, che ne ha coordinato gli aspetti sociosanitari. Posso affermare che costituiscono il punto di arrivo di un percorso nato dall’ascolto delle istanze e dei bisogni delle famiglie e delle aziende agricole che chiedono di diversificare, volto a promuovere e realizzare agricoltura per connessione e potenziare sensibilità già presenti e diffuse in agricoltura e che da anni operano con difficoltà in questo settore». «Questa visione operativa adottata in Sicilia – conclude l’assessore – ha ricevuto i complimenti della Direzione generale Agricoltura della Commissione europea».

Le domande di finanziamento con i relativi progetti, potranno essere presentate attraverso il portale Sian di Agea a partire dal 1° agosto e fino al 30 ottobre 2020.

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